a cura di MICHELE MAURI (fonte: RivistaNatura.com)

A dicembre scorso è stato pubblicato dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali l’elenco nazionale degli Alberi Monumentali d’Italia. Un provvedimento che oserei definire d’importanza capitale: per gli alberi, per noi, per la nostra storia. Perché le epifanie legate agli alberi in realtà raccontano la vicenda di un paese, o meglio del mondo intero.

Dall’albero della conoscenza del bene e del male, che cresceva nel giardino dell’Eden, nacque il frutto della tentazione e da un morso si è scatenato il caos.

Buddha raggiunse l’illuminazione mentre meditava sotto un fico sacro.

La mela caduta dall’albero che sorgeva davanti all’abitazione di Woolsthorpe Manor ispirò a Sir Isaac Newton una riflessione che lo portò a formulare la legge di gravitazione universale.

Marcel Proust va “alla ricerca del tempo perduto” dopo aver inzuppato la sua madeleine in un infuso di tiglio.

L’ultima creatura vivente estratta dalle macerie del World Trade Center di Manhattan, dopo il drammatico attentato dell’11 settembre 2001 fu un pero da fiore, che è diventato un simbolo di resistenza.

Ogni albero ha una storia da raccontare. Alcuni lo fanno da più tempo. Sono i grandi patriarchi verdi o alberi monumentali. Ci sono piante che hanno testimoniato eventi drammatici, altre che sono stati fonte di rivelazione o ispirazione. Tutte con la loro tenace e longeva esistenza ci ricordano che la vita va avanti.

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