Articolo di Gabriele La Malfa

La vedova nera mediterranea (Latrodectus tredecimguttatus), conosciuta anche come malmignatta, è un ragno nostrano strettamente imparentato con la temuta vedova nera americana (Latrodectus mactans). Fortunatamente il suo veleno è meno tossico rispetto alla “parente nord americana”, ma può comunque risultare pericoloso, soprattutto se inoculato in bambini (peso corporeo ridotto) o in persone debilitate/anziane.

In Italia è presente nelle zone tirreniche (Liguria, Toscana, Lazio, Campania e Calabria), in Puglia e in Sardegna (dove viene comunemente chiamata arza o argia). Questo aracnide è diffuso anche in diverse aree del bacino mediterraneo, in Medio Oriente e in Cina.

Come per tutti i terididi, famiglia di appartenenza della malmignatta, le sue dimensioni sono piuttosto ridotte. Le femmine misurano al massimo 3 cm (zampe comprese) e i maschi in genere non superano il singolo centimetro. Il cefalotorace (prosoma) è molto piccolo, mentre l’addome (opistosoma) è, in rapporto, molto grande e di forma sferoidale.
La vedova nera mediterranea è facilmente identificabile grazie alle caratteristiche macchie rosso vivo sull’addome nero. Il loro numero è sempre di 13 e proprio tale peculiarità da il nome scientifico alla specie (“tredecimguttatus”: con tredici punti)*.

* La colorazione della malmignatta è un classico esempio di aposematismo: colorazione appariscente del corpo a fini di avvertimento contro possibili predatori. In genere gli animali che utilizzano colori aposematici sono tossici o velenosi.

Per gli essere umani solamente il morso della femmina può essere pericoloso, il maschio è troppo piccolo per riuscire a trafiggere l’epidermide umana con i cheliceri. Il veleno iniettato è di tipo neurotossico, la sua efficacia è addirittura superiore a quella del veleno del crotalo, fortunatamente la quantità inoculata è irrisoria.
Per avere un’idea della sua tossicità basti pensare che l’LD50 (Lethal Dose 50%, dose della sostanza somministrata in una singola volta capace di uccidere il 50% della popolazione di cavie presa a campione) è pari ad appena 0,00059 g per kg di peso corporeo!

La malmignatta è piuttosto schiva e predilige i luoghi secchi e pietrosi con macchia mediterranea bassa, dove spesso fa il proprio nido. Solitamente non è facile essere morsi, tuttavia può diventare un problema nei luoghi in cui il grano o altri sementi vengono ancora raccolti a mano. In questi luoghi i braccianti possono essere inavvertitamente morsi durante il lavoro nei campi.
Il morso della vedova nera mediterranea, non è particolarmente doloroso al momento, i primi sintomi si cominciano a manifestare dopo circa 15-20 minuti dall’inoculazione e poi vanno aumentando progressivamente (sudorazione, nausea, conati di vomito, febbre, cefalea, forti crampi addominali). Tali sintomi, in genere, tendono a diminuire e scomparire nell’arco di un paio di giorni. A dispetto delle varie credenze e storie popolari il reale tasso di mortalità per l’uomo, a seguito del morso della malmignatta, è vicino allo zero (i soggetti a maggior rischio restano i bambini a causa della minore massa corporea).

Il nome di vedova nera (usato comunemente per tutti i ragni del genere Latrodectus) deriva dall’abitudine della femmina di mangiare il maschio dopo l’accoppiamento.
Vengono deposte fino a 750 uova, raccolte in bozzoli sospesi nelle ragnatele. L’incubazione dura circa 2 settimane e dalle uova escono piccoli ragni, che, dimensioni e colorazione a parte, sono morfologicamente molto simili agli adulti (negli aracnidi le fasi larvali si sviluppano e completano all’interno dell’uovo).

malmignatta_femmina

Nella foto un esemplare adulto di malmignatta femmina. Grazie all’estrema tossicità del veleno, nonostante le ridotte dimensioni, riesce a predare anche insetti relativamente grandi. La tela utilizzata da questo ragno è molto resistenti e dalla forma irregolare.

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