Nella foto sopra il “piretro della Dalmazia”, pianta erbacea nota per le sue proprietà insetticide. Le infiorescenze, raccolte appena schiuse, vengono fatte essiccare all’ombra e macinate. Il risultato è una polvere giallo-verdognola detta “razzia” o “piretro” dall’alto potere insetticida in quanto contenente particolari principi attivi (le piretrine) che agiscono sul sistema nervoso degli insetti.

a cura di Filippo Mariani

Probabilmente non molti sanno che ad inventare i “pesticidi” furono circa 4.500 anni fa i Sumeri, che nei campi infestati da insetti parassiti usavano lo zolfo, mentre in Mesopotamia, circa 4.000 anni fa, si alternavano alle coltivazioni di frumento piante velenose per gli insetti parassiti.

Anche nell’antica Roma si usavano tecniche di difesa delle coltivazioni che oggi riscopriamo nell’agricoltura biologica e soprattutto biodinamica. Successivamente (e arriviamo al XIX secolo) fu scoperto il piretro, che è uno degli insetticidi naturali più efficaci, capace di contrastare i parassiti della piante nel pieno rispetto dell’ambiente e della natura. Il piretro deriva dal piretro della Dalmazia, pianta originaria dell’Europa dell’Est. Inizialmente conosciuto solo in Albania, Montenegro e Croazia, a partire dal 1860 prese piede la sua coltivazione e man mano si diffuse anche in Italia, Spagna, Giappone, Nord Africa, Ruanda e Kenya.
Fino al 1998 il Kenya è stato il maggior produttore mondiale di piretro, ma oggi il primato va a Tanzania, Ecuador e Tasmania.

Tanacetum cinerariifolium (piretro della Dalmazia)
Come abbiamo appena scritto da sempre l’uomo ha cercato di contrastare i parassiti delle coltivazioni, quindi non è per Accademia Kronos un atteggiamento ostile verso chi cerca di proteggere i propri raccolti. La nostra ferma opposizione è invece verso quei metodi aggressivi e innaturali basati sulla pura chimica che, come effetti secondari, determinano la strage di insetti utili all’uomo, come gli impollinatori, e causano danni alla stessa salute umana.

Accademia Kronos cerca di “svegliare” gli agricoltori di oggi “imbambolati e plagiati” dai venditori di “morte”, sponandoli a cercare metodologie più confacenti con gli equilibri della natura e rispettose della salute propria ed altrui. Basta, quindi, all’uso irresponsabile dei fitofarmaci chimici che oltre a distruggere la biodiversità, attentano alla salute umana.

In commercio esistono alternative ai fitofarmaci chimici, quindi, a nostro parere, non ci possono essere più alibi. Ci si meraviglia tra scienziati (non di parte) e noi ambientalisti come ancora, esponenti politici e/o istituzionali cerchino di difendere l’indifendibile. A loro noi chiediamo da che parte stanno!

Quindi non ci sono più scuse! Come sta accadendo per il problema dei cambiamenti climatici, è giunta l’ora di una mobilitazione mondiale per dire basta all’avvelenamento dei suoli, delle acque e dell’aria con prodotti deleteri contro natura!

Articoli correlati

COMMENTA

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.