a cura di Roberto Savio

Siamo nel bel mezzo di una transizione verso dove nessuno lo sa. Ciò che è chiaro è che il sistema attuale non è più funzionale e richiede correzioni molto serie. L’ondata di nazionalismo, populismo e xenofobia ci sta portando indietro alle miserie che avevamo dimenticato, invece che in avanti. Le campagne elettorali non si basano sui programmi, ma sullo screditare gli avversari.

Quando il primo ministro canadese Justin Trudeau è stato in disaccordo con Trump, il segretario commerciale di quest’ultimo ha affermato che per il premier canadese deve esserci un posto speciale all’inferno. I dibattiti televisivi sono diventati una scuola di inciviltà. La domanda è: stiamo entrando in una nuova era basata sull’inciviltà? Per la prima volta nella storia del parlamento britannico le parti in opposizione tra di loro non sono in grado di trovare una via d’uscita da un referendum basato su fatti che erano tutte bugie.

Dobbiamo riconoscere che viviamo in un mondo in cui le cose positive sono poche e messe da parte. Un clima politico, culturale e sociale in cui nulla è accettato come legittimato, mentre si nasconde la verità. Un’era di transizione che dovrebbe essere chiamata “l’era del pensiero malevolo“.

La reazione a Greta Thunberg e alla sua mobilitazione è un buon esempio di “pensiero malevolo”. Invece di suscitare simpatia e sostegno, questa ragazza viene sottoposta a questa nuova cultura del “pensiero malevolo”. Eppure sta conducendo una campagna per la sopravvivenza del pianeta, l’unico che abbiamo, e dove tutti dobbiamo vivere insieme, indipendentemente dai nostri miti, religioni, partiti e nazionalità. Dice: non chiedete alla mia generazione di risolvere il problema dei cambiamenti climatici, perché quando saremo cresciuti sarà già troppo tardi. Quando avrà 50 anni nel mondo ci saranno 10 miliardi di persone praticamente tutte residenti nelle città. Ma in soli dieci anni, quando avrà 26 anni, il genere umano avrà bisogno del 50 per cento in più di energia e cibo e del 30 per cento in più di acqua, elemento che è già scarso in gran parte del mondo e che è una fonte di reddito per compagnie private. Non c’è da stupirsi che stia cercando di stimolare l’azione!

Salvare il mondo ORA

Questo è un messaggio che è stato in grado di mobilitare studenti da tutto il mondo. Nell’era del “pensiero malevolo” invece di sostenerla ci sono quelli che guardano cosa mangia, cosa mangiano i suoi cani, cosa c’è dietro di lei e la manipola. In altre parole, siamo in un’epoca in cui non siamo in grado di pensare positivamente: un’era modellata dall’avidità e dalla paura, che è ciò che la cultura di oggi ci ha dato.

Gli scettici hanno comunque un punto che va esaminato. Tanti movimenti di grande partecipazione, sono finiti nel nulla. Los Indignados in Spagna, Occuoy Wall Street negli Stati Uniti, il Foro Sociale Mondiale, che riuniva ogni volta  almeno centomila attivisti; ed ora i Giubbetti Gialli, caduti in mano ai Black Box… dov’è finito il  movimento contro la TAV,  quando la politica lo ha accantonato? Anche quello dei giovani finirà nello stesso modo?

Questo significa non capire che il movimento ha un elemento  di cambiamento fondamentale: ritornare a porre i valori, e non le elezioni e le mitologie al centro del dibattito.
Ed ecco che il movimento dei giovani, ritorna a portare  il tema dei valori, come fondamentale. E che non conta quanti saranno a sfilare tra un anno. Quello  che conta, è che credono in un mondo migliore, quando ormai lo stesso mondo finanziario e produttivo stanno prendendo sul serio il tema del cambiamento climatico. Basta vedere come sono in picchiata i titoli delle “fossili”. I giovani sono quindi gli alfieri di una nuova coscienza, quella che non abbiamo un altro pianeta di riserva!

Non si tratta quindi di numeri, ma di ritorno alla realtà. Ed è evidente che un cammino dalle gambe lunghe, contro quello dalle gambe corte,  dei calcoli elettorali. È un movimento di contenuti, che prima o dopo la politica dovrà accettare se vuole sopravvivere. Il Parlamento inglese ha votato unanimemente che il cambio climatico è un problema reale ed urgente. Questo, senza i giovani, non sarebbe mai avvenuto.

La risposta agli scettici, è quella di attendere e vedere quanto questo è un cambio epocale. Fra qualche anno cominceranno a votare… e non importa se sfileranno o no nelle piazze.  La società riscoprirà la capacità  di sognare e lavorare  insieme per un mondo migliore!

 

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