Troppi rifiuti sull’Everest, nuova regola per ripulirlo

In meno di un secolo, da quando abbiamo iniziato a sfidare la montagna più alta della Terra, abbiamo trasformato i sentieri, gli spazi pianeggianti, la vetta stessa in un’immensa “pattumiera”. Abbiamo anche abbandonato i corpi degli alpinisti che non ce l’anno fatta, quasi 100. Le infinite discariche che caratterizzano il percorso verso la vetta, sono formate da bombole per l’ossigeno, scatolette di latta, intere cucine da campo, corde, plastica, cadaveri ed escrementi umani. Un segno della infinità insensibilità umana verso l’ecosistema Everest.

Ma da qualche mese, finalmente, sono apparse nuove regole che disciplinano le escursioni degli alpinisti sull’Everest e su altre montagne del Nepal. Chi decide di scalare una montagna del Nepal al suo rientro deve riportare a valle minimo 8 Kg di rifiuti, oltre i propri. In questo modo si spera di ripulire nell’arco di qualche anno i sentieri di montagna. La nuova norma, l’ultima delle tante misure introdotte negli ultimi mesi per tutelare l’ecosistema himalayano, è iniziata ad essere applicata a partire da quest’anno. I prossimi alpinisti sappiano che prima di intraprendere la scalata dell’Everest dovranno versare una cauzione di 4.000 dollari, cifra che sarà restituita solo dopo il controllo della spazzatura riconsegnata. Chi contravverrà a questa regola sarà multato e perseguito penalmente.

Everest - "discarica"

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In piena pandemia, all’inizio della seconda ondata con aumenti esponenziali dei casi positivi soprattutto in Europa, con valori che oscillano tra i 10.000 e 30.000 positivi al giorno, in attesa di un vaccino sicuro ed efficace, l’unica arma che ci permetterà di sopravvivere al virus, senza subire danni al nostro stato di salute, come già detto in articoli precedenti, è quello di rinforzare il nostro sistema immunitario.

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