La recente legge veneta, che prevedeva 3600 euro di multa per chi disturbava i cacciatori, è incostituzionale

La recente legge veneta, che prevedeva 3600 euro di multa per chi disturbava i cacciatori, è incostituzionale

Tratto dalla Rubrica “La Buona Novella” (Newsletter di AK) a cura di Daniela Rosellini

In molti, sempre di più, si è consapevoli dell‘importanza della conservazione del patrimonio naturale, che appartiene a tutti noi e che, una volta distrutto, ci renderebbe più poveri… perciò, come risulta dai sondaggi, la maggioranza degli Italiani è contraria alla caccia. Eppure, in alcune regioni, questa atavica e ormai obsoleta tradizione è dura a morire.

I cacciatori si definiscono “sportivi”, ma ora che ogni sorta di cibo è super-disponibile, continuano ad uccidere anche creaturine minuscole, e non per fame, ma principalmente per divertimento. Può essere questo considerato uno sport? Per non parlare dei continui incidenti di caccia e dei danni apportati all’ambiente dagli animali alloctoni introdotti per avere a disposizione altra selvaggina a cui sparare, dato che ormai la nostra è molto carente…

I violenti safari africani, a seguito della condanna internazionale, si sono trasformati in safari fotografici e già in molte località italiane, chi lo desidera, può ammirare la bellezza e la grazia degli uccelli, con il “birds watching”. Ma chi spara, anche se il numero dei cacciatori sta continuamente diminuendo, viene spesso favorito dalle Istituzioni, perché, con le loro associazioni, questi ultimi rappresentano un’opportunità per i politici.

Come dimostra il Comunicato del Consigliere regionale del Veneto, Andrea Zanoni, che qui riportiamo, stavolta però le loro aspettative sono andate deluse:

Venezia, 11 marzo 2017 – Il Governo nella seduta di ieri venerdì 10 marzo 2017 ha impugnato alla Corte Costituzionale la prima legge del 2017 della Regione Veneto, la L.R.1/2017, che prevedeva sanzioni da 600 a 3600 euro per chi disturba o turba i cacciatori, perché ritenuta incostituzionale in ben quattro articoli della Costituzione italiana. Il Governo ha ritenuto la norma illegittima perché <<individuava come illeciti amministrativi comportamenti di disturbo o di ostruzionismo delle attività venatorie e piscatorie, stabilendo al riguardo specifiche sanzioni amministrative, perché eccedono dalle competenze regionali. Esse invadono infatti la competenza legislativa riservata allo Stato dall’art. 117, secondo comma, lett. h) e l), della Costituzione, in materia di ordine pubblico e di sicurezza, nonché in materia di ordinamento civile e penale. Tali previsioni regionali risultano inoltre contrarie ai principi di legalità, razionalità e non discriminazione rinvenibili negli articoli 25, 3 e 27 della Costituzione.>> E’ una vittoria dei cittadini onesti e rispettosi della legalità, una vittoria delle associazioni che hanno scritto al Governo contro la legge come LAC, LAV, ENPA, Legambiente, LIPU, WWF, Grig, IAMS, e di quelle, che assieme alle prime, hanno manifestato ripetutamente e tenacemente a Venezia come Oipa, Meta, Uepa, Liberi Tutti, CPV, nonché di tutti quei cittadini che hanno manifestato e scritto email di protesta. Questa vicenda ha comunque comportato un ulteriore esborso di denaro dei cittadini: basti pensare alle ore di dibattito delle Commissioni, del Consiglio, le ore di lavoro degli Uffici Regionali, i costi sostenuti per i contenziosi in sede costituzionale, quando in Veneto sul tavolo di lavoro ci sono problematiche di gravissimo rilievo che vi giacciono da mesi!

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