a cura di Filippo Mariani

Penso che siano pochi a conoscere la storia di Koko, un gorilla femmina la cui intelligenza e sensibilità ha letteralmente sconvolto il mondo scientifico e, ancora una volta, ha dimostrato che gli animali non sono solo “cose” a volte divertenti, simpatiche o paurose, ma esseri capaci anche di esprimere profondi sentimenti, a volte superiori a quelli umani.

Ma veniamo alla storia:

Koko nacque nel 1971 in uno zoo di San Francisco. La psicologa Francine “Penny” Patterson, che stava progettando uno studio tra rapporto uomo-primato presso la sua università(Università di Stanford), appena ebbe motivo di visitare lo zoo decise di prendere come campione di studio proprio questa giovane gorilla.
L’obiettivo iniziale era quello di svolgere un esperimento linguistico, nel senso di insegnare alla gorilla la lingua dei segni per i sordomuti. Lo scopo era quello di dimostrare che con i segni era più facile istaurare un eventuale dialogo con il mondo animale, a differenza del sistema vocale. Capire quindi i pensieri soprattutto dei primati.

Nonostante la solita diffidenza del mondo scientifico all’inizio dell’esperimento, ritenendo che al massimo la gorilla potesse ripetere i gesti della sua insegnante, senza comprenderne il significato, la psicologa Patterson continuò ad insegnare al primate come comunicare attraverso la “lingua” dei segni.
Già dopo il primo anno di insegnamento Koko strabiliò non solo la sua insegnante, ma anche qualche “dotto della scienza”. Koko aveva cominciato a capire come comunicare con gli umani, attraverso appunto la lingua dei segni.

Dopo ben oltre 40 anni di contatto con la psicologa, Koko non solo aveva imparato alla perfezione il linguaggio dei segni, ma anche e soprattutto a trasmettere i propri pensieri, dimostrando che la sua non era solo abilità imitativa, ma che sapeva elaborare pensieri complessi, nonché emozioni in parte simili a quelli umani.

In una conferenza stampa del novembre del 2017, la dottoressa Patterson disse che Koko aveva acquisito un bagaglio linguistico di oltre 1000 segni, riuscendo anche a capire 2000 parole in inglese.
La psicologa era solita leggere dei racconti di fiabe al gorilla. I preferiti di Koko erano “Il gatto con gli stivali” e la storia di tre gattini; fiaba che piaceva molto alla gorilla, infatti chiedeva spesso di riascoltarla. Una mattina Koko, lasciando di stucco la sua insegnante, chiese di volere avere un gatto come compagnia.

Un giorno uno dei custodi dello zoo, trovò tre gattini abbandonati all’ingresso dello zoo, uno di questi era una femmina senza coda, fu portata al cospetto di Koko che subito si affezionò e che nel linguaggio dei segni la battezzò con il nome di Pallina. Da quel momento i due animali divennero amici inseparabili.

Questo stupendo rapporto durò per circa 15 anni, poi una mattina la micia venne investita da un auto e morì sul colpo. Informato Koko dell’accaduto, questo rispose alla dottoressa che era molto amareggiato. Da solo, senza nessuna persona vicina, ma video controllato, sembrò quasi piangere e singhiozzare. A quel punto “i dotti della scienza” ed altri esperti dovettero completamente ricredersi e capire che i primati hanno capacità innata di comunicare con gli esseri umani, basta trovare il giusto rapporto o meccanismo di contatto. L’esperimento della Patterson aveva raggiunto il suo incredibile successo.

A quel punto il mondo scientifico cominciò seriamente ad interessarsi su questo esperimento. Gli esperti tramite la Patterson cominciarono ad interrogare Koko e dalle sue risposte restarono scioccati, soprattutto quando capirono che lei come primate e, quindi come tutti gli altri gorilla del pianeta, aveva la consapevolezza di cos’è la morte. La risposta, sempre nel linguaggio dei segni, era che i gorilla muoiono a causa di vari problemi o perché sono vecchi. Chiarì, sempre con i segni, che dopo la morte vanno in un posto piacevole. Alla successiva domanda se i gorilla sono tristi o felici dopo la morte, Koko rispose: “Né una cosa, né un’altra, semplicemente dormono.”

Nel frattempo alla Patterson si aggiunsero come studiosi altre persone che cominciarono a prendere confidenza con Koko, e di questo il gorilla dimostrò compiacimento.
Dopo la morte di Pallina ci fu un incontro con l’attore e regista Robin Williams, da quel momento nacque un profondo rapporto tra i due. Williams, spesso andava a trovare Koko e si intratteneva con lei attraverso segni, toccate fisiche e sorrisi. Purtroppo anche l’attore regista morì e quando fu comunicato a Koko, questa tornò in depressione.

Un episodio, anch’esso registrato come i precedenti con le videocamere e, quindi, agli atti per qualsiasi conferma è quello in cui uno degli esperti spiegò a Koko il problema del cambiamento climatico e il rischio di una futura catastrofe climatica. la gorilla a questa notizia dimostrò spavento, chiedendo ancora informazioni in merito. Dopo un po’ di riflessione, Koko espresse il suo pensiero in merito (questo è un fatto importantissimo per la scienza che i mass media internazionali avrebbero dovuto lanciare su tutte le reti TV e su tutti i giornali). Questo il messaggio di un primate rivolto a noi umani: < “Io sono gorilla, io sono i fiori, gli animali. Io sono natura. Koko ama uomo. Koko ama Terra. Ma uomo stupido. Koko dispiace, Koko grida. Tempo fretta. Aiutare la Terra! Presto! Proteggere la Terra. Natura ti osserva.”>.

Koko è morta nel sonno nella mattina del 19 giugno 2018, nella riserva della “Gorilla Foundation” a Woodside, in California, all’età di 46 anni. La “Gorilla Foundation” ha rilasciato una dichiarazione secondo cui afferma che “Koko ha toccato le vite di milioni di persone come ambasciatrice di tutti i gorilla e un’icona per la comunicazione inter-specie e l’empatia. Era amata e ci mancherà profondamente“.

L’esperimento con Koko ha dimostrato che in particolare la sua specie è dotata di intelligenza vivace e profonda e che possiede un carico emotivo molto variegato. Intelligenza e sensibilità consentono ai gorilla addirittura di elaborare giudizi razionali e morali.

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