La vespa cartonaia

La vespa cartonaia

Articolo di Gabriele La Malfa

La Polistes dominula è uno degli imenotteri aculeati sociali, appartenente alla famiglia dei vespidi, maggiormente diffuso nel continente europeo, Italia inclusa. Sebbene il nome comune di “vespa cartonaia” sia solitamente associato a questa specie, in realtà non è identificativo più di tanto, poiché quasi tutti i vespidi costruiscono nidi che sembrano fatti di “cartone”.

Come per tutti gli imenotteri, essendo l’aculeo velenifero un ovopositore modificato, solamente le femmine ne sono provviste. Diversamente dalle api il pungiglione è retrattile e liscio, pertanto può essere usato più volte senza che venga strappato dall’addome. Ad ogni modo la Polistes dominula ha un aggressività medio-bassa, tende a pungere quasi esclusivamente per difesa personale e per la difesa del nido.
La sua puntura può essere piuttosto dolorosa, ma di norma ha solo conseguenze locali (gonfiore, rossore ed indolenzimento della parte colpita, sintomi che tendono a scomparire in pochi giorni), a meno di non essere soggetti allergici al suo veleno, in questo caso si possono avere sintomi sistemici più gravi fino ad arrivare allo shock anafilattico.

Il ciclo vitale della vespa cartonaia (e di tutte le vespe del genere Polistes) è annuale, comincia ad inizio primavera quando una femmina fondatrice, ovvero una femmina fecondata, inizia ad edificare un nido formato da un peduncolo portante centrale e da una serie di celle esagonali costruite intorno ad esso. In ognuna delle celle costruite la regina depone un uovo.
Il “materiali da costruzione” è un impasto di frammenti di corteccia, finemente triturati dalle mascelle, mischiato con la saliva.
Il tempo di incubazione delle uova è di 15-20 giorni. Le larve che nascono sono nutrite dalla vespa fondatrice con le carni di insetti catturati ed uccisi.
Dopo 2 settimane dalla schiusa le larve iniziano a tessere un filo di seta che chiude progressivamente l’apertura della loro cella. Una volta che la cella è totalmente sigillata inizia la metamorfosi in adulto, della durata di ulteriori 15 giorni. La femmina fondatrice produce un feromone di dominazione che induce l’esclusivo sviluppo di vespe operaie non feconde.
Le vespe operaie, più piccole delle fondatrici, hanno come uniche funzioni quelle di difendere la colonia, ampliare il nido e raccogliere cibo per le nuove larve.

In genere la fondatrice termina il proprio ciclo vitale verso metà estate (tra luglio e agosto), prima di morire lascia un nutrito numero di uova non feconde aploidi (che daranno vita ad esemplari maschi) e normali uova feconde diploidi, che però non daranno più vita ad operaie, ma a nuove vespe fondatrici (assenza del feromone di dominazione della regina).
Il completo sviluppo dei maschi e delle femmine feconde avviene ad inizio autunno, così come l’accoppiamento. Con l’avvicinarsi dell’inverno tutti i maschi e le operaie muoiono. Solamente le femmine fondatrici sopravvivono ai rigori invernali andando in ibernazione e restando in attesa di iniziare un nuovo ciclo l’anno seguente.

Non di rado il nido può essere costruito da più femmine feconde (in circa il 40% dei casi), tuttavia, quando ciò avviene, si instaura un preciso rapporto gerarchico per cui solamente la dominante (la femmina alfa) può deporre le uova. Nel caso la regina muoia una delle altre femmine fondatrici, quella gerarchicamente più vicina a lei (la femmine beta), può diventare la nuova alfa e quindi cominciare a deporre le uova.

Polistes_dominulus-Nest

In colonie abbastanza grandi, una regina può generare anche oltre 100 operaie, tuttavia non ve ne sono mai più di 20-30 contemporaneamente sullo stesso nido, poiché, a causa del loro incessante lavoro per la colonia, hanno vita piuttosto breve.
Nelle ore più calde della giornata, soprattutto in piena estate, soventi le vespe operaie si dispongono sulle celle del nido e iniziano a far vibrare velocemente le ali in modo da creare un flusso “d’aria fresca”, questo per impedire che la temperatura all’interno delle celle si alzi troppo causando la morte delle larve.

Polistes_dominula

La Polistes dominula viene spesso confusa con la Vespula germanica, molto simile a livello fenotipico, ma caratterizzata da un comportamento più aggressivo.
Le vespe cartonaie (in generale tutti i vespidi) sono tendenzialmente carnivori, si nutrono di altri insetti, tuttavia alle volte non disdegnano di integrare la propria dieta anche con sostanze zuccherine.

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