La zanzara tigre

La zanzara tigre

Articolo di Gabriele La Malfa

La zanzara tigre (Aedes albopictus) è un dittero appartenente alla famiglia dei culicidi (le zanzare). Questa famiglia comprende circa 3540 specie, quasi tutte ematofaghe (animali zoofagi che si nutrono del sangue di altri animali). Importante precisare che, nel caso delle zanzare, il sangue non costituisce il nutrimento dell’animale, da questo punto di vista sono insetti “glicifagi”, ovvero si nutrono di nettare e melata (secrezione zuccherina prodotta da alcuni insetti che si alimentano con la linfa delle piante). L’ematofagia ha un ruolo fisiologico nelle femmine (i maschi non pungono), l’emoglobina e le altre proteine assunte con la suzione dei fluidi ematici servono a garantire il necessario apporto proteico per lo sviluppo e la maturazione delle uova.

Sebbene oggi la zanzare tigre sia una delle specie ematofaghe più diffuse sul nostro territorio (e su quello di molte altre nazioni), è originaria del sud-est asiatico. Questo insetto non è dotato di grande mobilità, il suo raggio d’azione è piuttosto limitato (in genere non oltre i 200 metri tra i luoghi di deposizione delle uova e la zona di “caccia” degli adulti), quindi la sua diffusione su larga scala non è stato frutto di spostamenti attivi, ma di trasporti passivi, nello specifico i trasporti commerciali umani, in primo luogo quelli marittimi. Carichi navali di copertoni usati, bambù portafortuna e fiori possono rappresentare incubatoi per le uova, le larve e le pupe.
Verso la metà del XX secolo si diffuse in Africa e nel Medio Oriente, a seguire in Sud America, negli Stati Uniti d’America, in Oceania e per ultimo in Europa. In Italia fece “ufficialmente” la sua comparsa nel 1990 a Genova, in un deposito di pneumatici usati importati dagli Stati Uniti.

A tal riguardo i cambiamenti climatici sono stati un alleato non da poco per la sua diffusione. La zanzara tigre è una specie tropicale/sub-tropicale, pertanto mal tollera i climi freddi, il riscaldamento globale, con la tropicalizzazione di diverse aree temperate, ha reso idonei habitat che in precedenza non lo erano.

La zanzara tigre è diurna, ovvero punge di giorno. I momenti di maggiore attività sono la mattina e il secondo pomeriggio, nelle ore centrali della giornata è di notte è tendenzialmente inattiva.
Pur non utilizzando come unico ospite l’uomo (punge anche altri mammiferi e uccelli) la sua preferenza va chiaramente al genere umano (specie “antropofila”). Tra l’altro negli ambienti urbani ha meno predatori naturali, trova numerosi ospiti su cui pasteggiare e ha molti luoghi dove deporre le uova.

La caratteristica che rende questa zanzara particolarmente resistente è la capacità delle uova di resisteste a condizioni di siccità fino a 6-7 mesi. Tale peculiarità gli consente di svernare nelle aree temperate, dove il freddo dei mesi invernale è spesso mortale per le larve e gli esemplari adulti (in Italia è attiva da Marzo a Ottobre).
L’uovo, quindi, può resistere senza acqua, in uno stato di “quiescenza”, per diverso tempo, tuttavia per schiudersi e avviare il ciclo larvale, l’acqua è necessaria.
Le femmine depongono le uova sulle pareti di contenitori di varia natura, purché siano in grado di contenere un po’ d’acqua stagnante. Le piccole cavità presenti negli alberi delle foreste tropicali sono l’ambiente di deposizione naturale. Nelle aree urbane la loro scelta cade su tutti quei piccoli contenitori presenti nei giardini, nei terrazzi, nei parchi e nei piazzali. Esempi possono essere piccole anfore, sottovasi, pozzetti di raccolta dell’acqua piovana, grondaie e annaffiatoi.

La zanzare tigre è potenzialmente dannosa per la salute umana, la puntura non è pericolosa di suo, ma può consentire il passaggio nel sangue di vari patogeni. L’insetto può fungere da vettore per i nematodi della dirofilariosi e per i virus della febbre gialla, dell’encefalite di St. Louis, della dengue, della chikungunya e della zika. Ciò, ovviamente, non significa che tutte le zanzare tigre siano vettori di tali malattie, ma che potenzialmente lo possono essere.
Il fatto di essere una specie particolarmente aggressiva nei confronti dell’uomo la rende ancora più insidiosa. Ad ogni modo, fortunatamente, essendo poco mobile, un’eventuale diffusione sul territorio di esemplari portatori di patogeni è relativamente lenta.
Lo IUCN/ISSGÈ l’ha inserita nell’elenco delle 100 specie invasive più dannose al mondo.

zanzara tigre

Nella foto una zanzara tigre (Aedes albopictus) femmina mentre si nutre con sangue umano. Gli esemplari adulti misurano dai 5 ai 10 mm di lunghezza (i maschi in genere sono il 20% più piccoli). Il corpo e le zampe sono vistosamente tigrate di bianco e nero (da qui il nome).
Dimensioni a parte, i maschi sono distinguibili dalle femmine per le antenne decisamente più folte e per i palpi mascellari più lunghi (caratteristiche comuni a tutte le zanzare).
L’anidride carbonica, le sostanze organiche prodotte dall’epidermide e i segnali visivi sono i fattori basilari utilizzati dalle femmine per individuare l’ospite. Spesso un singolo esemplare fa più pasti di sangue, in quanto con un solo pasto non viene raggiunta la quantità necessaria per lo sviluppo delle uova. Quindi può pungere vari ospiti durante il ciclo di produzione delle uova, facilitando pertanto la potenziale trasmissione di malattie.

zanzara tigre larve

Le larve di zanzara respirano ossigeno atmosferico, pertanto possono proliferare anche in pozze d’acqua stagnante in condizioni di ipossia. Il ciclo vitale si divide in 4 fasi distinte: uovo, larva, pupa e adulto (insetto olometabolo). Ogni singola femmina può deporre fino a 200-300 uova. In natura le uova/larve costituiscono il nutrimento per molti altri animali, in ambiente urbano il numero dei potenziali predatori diminuisce considerevolmente.

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