L’agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile

L’agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile

Presso il grande teatro tenda del “Villaggio per la Terra” la settimana passata si è tenuta un’importante conferenza per fare il punto sullo stato di salute del pianeta e in particolare del nostro Paese, in virtù del programma di azione per lo sviluppo sostenibile, sottoscritto nel 2015 da tutti i governi membri dell’ONU, Italia compresa. I principali obiettivi dell’Agenda 2030 da raggiungere prima del 2030 sono, per citarne alcuni, la lotta alla povertà, l’eliminazione della fame e il contrasto al cambiamento climatico.
Come personalità di rilievo erano presenti: il Ministro Galletti, il responsabile dell’Agenda 2030 Italia, il nostro scienziato Riccardo Valentini, Mario Tozzi, la Sindaca di Roma Virginia Raggi, il Direttore di Repubblica e vari altri studiosi e giornalisti RAI.

Tra gli elementi di particolare interesse di tutta la conferenza vanno segnalati: la notizia data dal ministro Galletti circa la raccolta differenziata in Europa in cui l’Italia (udite.. udite!) risulta al primo posto, con oltre il 70% della raccolta differenziata, insieme ai due Paesi più virtuosi della Comunità, la Svezia e la Danimarca (fatto questo confermato il giorno dopo dai vari telegiornali nazionali). Altro elemento di interesse l’affermazione della Sindaca Raggi che entro il 2024 a Roma potranno circolare solo auto elettriche o ibride. Il direttore di Repubblica, nel suo intervento, ha puntato sul problema della plastica che sta invadendo ogni angolo della Terra. L’intervento più scientificamente valido è stato quello del nostro Riccardo Valentini che ha dichiarato che siamo entrati in un’era definita “Antropocene”, che di fatto ha attivato il volano del clima. Per cui il riscaldamento globale è ormai inarrestabile e se oggi (utopia!) tutti decidessimo di non immettere più nell’atmosfera gas climalteranti, la Terra entro pochi anni raggiungerebbe comunque i tanto temuti + 2 gradi medi di temperatura. Pertanto stando così le cose, con la diminuzione dei produttori d’ossigeno primari perché distrutti o inquinati ( foreste e fitoplancton dei mari) e con la costante immissione nell’atmosfera di gas serra, tra meno di 50 anni la temperatura terrestre potrà arrivare a quasi + 4°C. Ciò vorrà dire estinzioni di svariate specie vegetali e animali, l’innalzamento di 6-7 metri dei livelli dei mari e (qui si è inserito il responsabile dell’Agenda 2030 Italia) centinaia di milioni di persone, che a causa di siccità e penuria alimentare, cercheranno rifugio soprattutto in Europa.

Un quadro certamente fosco del nostro futuro, ma che, senza inutili giri di parole, rappresenta una triste verità…

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