comunicato stampa Accademia Kronos

La sistematica distruzione della foresta Amazzonica, a causa di incendi devastanti, che fornisce alle Terra il 20% dell’ossigeno e assorbe il 17% di tutti i gas serra emessi dalla combustione fossile planetaria, mette una pesante ipoteca sul futuro dell’umanità.

Oggi, in Brasile, nella Selva Amazzonica vivono 850.000 indigeni. Se venisse a scomparire, queste persone saranno costrette a fuggire dalla loro terra o, peggio ancora, perire tra le fiamme. E non finisce qui: anche il clima della Terra verrebbe sconvolto.
La causa di tutto ciò? L’arrivo al potere del presidente Jair Bolsonaro. Questo nuovo Capo di Stato, che da subito ha dimostrato una certa ostilità nei confronti delle tribù indios, è intenzionato ad aprire le terre amazzoniche all’agricoltura, alla silvicoltura e alle miniere. Un “regalo” inaspettato per i criminali che da anni attentano alla vita della selva amazzonica e dei suoi abitanti.

Dinanzi a questo ennesimo crimine ambientale e genocidio di popolazioni indigene inermi, Accademia Kronos non poteva rimanere indifferente, ha, quindi, iniziato a chiedere a tutte le altre organizzazioni ambientaliste europee, alla Coalizione Clima italiana, che rappresenta ben 280 associazioni scientifiche, sindacali e ambientaliste e, infine, ai giovani del gruppo di Greta Thunberg di inviare al presidente del Brasile note di protesta, di mobilitarsi e di manifestare sotto tutte le ambasciate brasiliane europee. Nel frattempo Accademia Kronos sta valutando attentamente, secondo le regole e le procedure del diritto internazionale, di denunciare lo stesso presidente Jair Bolsovaro alla Corte Penale Internazionale e alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, come colpevole su quanto sta accadendo sulla Selva Amazzonica.

Accademia Kronos chiede alle Nazioni Unite di indagare, valutare attentamente ed infine denunciare quei Paesi che stanno, come accade oggi in Brasile, attentando profondamente agli equilibri climatici planetari, mettendo a rischio il futuro dell’umanità.
Circa l’eventuale denuncia verso il presidente del Brasile, alcuni pensano che servirà a poco, ma i militanti di Accademia Kronos non la pensano così: oggi l’umanità ha finalmente raggiunto un discreto grado di sensibilità in materia ambientale, per cui è possibile che, grazie anche a questo “grido d’allarme”, si aprirà un gigantesco fronte internazionale di protesta contro questo crimine ambientale che si sta perpetuando in Brasile.
Inevitabili, se la protesta internazionale riuscirà ad avere forza, saranno in breve tempo le ricadute negative anche sull’economia del Brasile. A quel punto saranno gli stessi brasiliani a “cacciare” Jair Bolsovaro e al suo posto far venire finalmente una persona più responsabile.

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