a cura di Filippo Mariani

Meno di un secolo fa, parliamo del 1945, nessuno avrebbe pensato di assistere allo sbarco sulla luna, alla nascita di internet, alle centrali atomiche, ai treni superveloci, allo smartphone e, infine, a vedere un buco nero supermassiccio al centro di una galassia lontana da noi circa 54 milioni di anni luce (M87 detta anche Virgo A).

Presi come siamo tutti i giorni a correre sotto gli input di una società consumistica e materialista, sempre più presente nella vita di ogni giorno, non abbiamo avuto il tempo di riflettere e chiederci: ma dove stiamo andando?

Nel 1950 la popolazione mondiale era costituita da poco più di 2,5 miliardi di individui (e forse si viveva, almeno qui in Italia, meglio di oggi per alcuni aspetti), ora però stiamo per sfiorare gli 8 miliardi, un peso che tra un po’ diventerà insostenibile per tutti gli equilibri naturali del Pianeta. Oggi anche le persone più semplici avvertono un futuro incerto dal punto climatico e ambientale.

E allora, per un attimo smettiamo di mandare messaggi ed immergerci nei social col nostro smartphone e invece cominciamo ad “accendere” il nostro cervello per riflettere. Senza dubbio la scienza e la tecnica ci hanno portato a vivere più comodamente, più a lungo e a disporre di tecnologie sempre più sofisticate, ma nel contempo tutto ciò ha riempito gli oceani di plastica, ha reso irrespirabile l’aria delle grandi metropoli, ha accelerare la fusione dei ghiacci terrestri, ha distrutto milioni di ettari di foreste e fatto avanzare i deserti in ogni angolo del Pianeta. Infine, questo “meraviglioso” progresso è riuscito a modificare definitivamente il clima del pianeta… e allora? Ci si chiede ancora: la scienza e la tecnica di oggi è ancora al servizio dell’umanità, o solo a beneficio di pochi potenti della Terra?

Secondo la scienza libera, non quella a servizio dei “ricchi sfruttatori” del Pianeta, abbiamo preso la strada verso un futuro caratterizzato da immani catastrofi climatiche e ambientali. Tutto questo per soddisfare le bramosie di profitto e di potere di pochi a danno del 90% dei popoli della Terra. Tuttavia anche loro, i pochi che beneficiano di questa distruzione della natura, ne subiranno le conseguenze negative, a meno che non abbiano già approntato un programma segreto capace di superare la crisi e catastrofe ecologica… e allora… cominciamo a riflettere con la nostra testa!

Articoli correlati

Eravamo un po’ invidiosi noi italiani e francesi e ci chiedevamo: "perché l’oceano Pacifico e quello Atlantico hanno le isole di plastica e noi no?" Presto detto, ora anche noi abbiamo un’isola di plastica tra la Corsica e l’isola d’Elba. Non solo, ma noi siamo stati più bravi degli altri, si perché la nostra isola di plastica si trova dentro un’area marina protetta, il santuario dei cetacei!

Fino ad un trentennio fa il fine primavera, come in questi giorni, aveva il sapore dell’arrivo dell’estate, con qualche leggera puntatina di caldo, anche gradevole, che soprattutto al sud si avvicinava ai +30° e difficilmente li superava. La notte si dormiva ancora con una leggera copertina, mentre con il piumone ancora al nord. Poi arrivava qualche tranquillo temporale a riportare le temperature intoro ai 24/26° C.

COMMENTA

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.