Articolo di Gabriele La Malfa

In Asia (nelle foreste tropicali che vanno dall’India alle Filippine) c’è un genere di rettili squamati, chiamato Draco, che presenta una caratteristica senza eguali tra i sauri odierni, la capacità di planare da un albero all’altro grazie ad un paio di ali membranose. Questa peculiarità gli ha conferito il nome comune di “drago volante”.

Draco taeniopterus

Draco taeniopterus

Il genere Draco consta di 42 specie differenti, i vari esponenti arrivano ad una lunghezza massima di 25 centimetri (coda compresa) e sono tutti arboricoli, insettivori e diurni.
Le ali dei Draco (patagi) sono formate da membrane dermiche totalmente indipendenti dalle zampe, che risultano sorrette da eccezionali allungamenti delle costole. L’abilità di planare tra i vari alberi fa si che questi animali tendano a non scendere mai sul terreno, eccezion fatta per la deposizione delle uova (collocate in buche scavate nel terreno e poi coperte con la sabbia).

Sebbene meno evidente delle ali, un’altra caratteristica singolare di questi rettili sono i denti differenziati, diversamente da quelli uniformi degli altri sauri: incisivi, canini e molari, simili a quelli dei precursori dei mammiferi (terapsidi, circa 260 milioni di anni fa). Presumibilmente tale analogia può essere spiegata con un fenomeno di convergenza evolutiva (fenomeno per cui specie diverse che vivono nello stesso tipo di ambiente, sulla spinta delle stesse pressioni ambientali, si evolvono sviluppando, per selezione naturale, determinate strutture e/o adattamenti simili).

Draco spilonotus

Draco spilonotus

Generalmente i maschi adulti sono vivacemente colorati, al contrario delle femmine e degli esemplari giovani. Tali colori, che diventano ancora più vistosi nel periodo della riproduzione, hanno la funzione primaria di palesare la proprio “forza” e stato di salute, in modo da attirare la potenziale partner e “scoraggiare” gli eventuali altri pretendenti.

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