… ovvero come la nutrigenomica deve guidare la nostra alimentazione e il nostro stile di vita

a cura del prof. Antonello Senni

Nel suo lungo storico cammino conoscitivo la mente umana spesso si disperde, anzi il più delle volte è indotta a farlo dai potenti interessi economici delle lobby che prosaicamente governano il mondo, in generiche approssimazioni, che nella realtà quotidiana si traducono nell’impossibilità di fornire alle persone un modello esistenziale sereno, una buona salute e un’alta qualità di vita.

Sempre più spesso con le sempre più complesse articolazioni della società si tende a confondere il “giusto” con il “comune”. La classica “vox populi” (il comune) non è affatto la “vox dei”, o meglio,  non è affatto la “vox scientiae” (il giusto).
Dovrebbe nascere, così, l’esigenza di porre alla base del comportamento sociale e personale la voce della scienza, naturalmente mitigata ed armonizzata alla voce della spiritualità nella sua dimensione immateriale che si manifesta attraverso il sentimento, la volontà, la razionalità e l’amore.

Tutto ciò vale anche, e soprattutto, nel settore dello scibile umano che si interessa di nutri-alimentazione, dato che essa è il supporto unico e necessario alla sussistenza.
Depurata dalla dilagante disinformazione e dagli inganni mistificatori, che, noncuranti della salute e delle sofferenze umane, hanno come unico obiettivo il profitto di pochi, la verità scientifica della nutri-scienza deve essere allineata alla scienza e non all’empirismo o alla stregoneria e, ancor peggio, agli interessi disumani, non salutistici ma solo economici, delle lobby, che orbitano intorno al mondo dell’alimentazione, dell’agricoltura, della medicina e della farmacologia.

Nella moderna società, fondata su un modello di sviluppo consumistico, dirompente per la società umana e insostenibile per l’ambiente e per la salute, più dell’80% della morbilità (percentuale di una malattia nella collettività)  e della mortalità dipendono da uno scorretto e dannoso stile di vita, di cui l’alimentazione è uno dei sei capisaldi.

Tali insostenibili percentuali sono raggiunte nonostante gli interventi terapeutici, farmacologici, strumentali e chirurgici della medicina classica cioè di una “medicina della sintomatologia”, che cura i sintomi senza affrontare e sconfiggere le cause delle patologie, non curante, quindi, dell’essenzialità della prevenzione. Le patologie cronico-degenerative dilaganti ed esiziali sono il risultato di tale modello medico-terapeutico, che ricerca e classifica soli i sintomi clinici, dai quali estrae ottusi e dannosi protocolli terapeutici, ignorando la prevenzione.

Occorre, pertanto, passare dalla medicina classica, la “medicina della sintomatologia”, alla “medicina della resilienza e della consapevolezza”, cioè alla vera “medicina della prevenzione”.
Per la buona salute, per il benessere psicofisico e per la prevenzione delle attuali devastanti patologie cronicodegenerative è essenziale una corretta e scientificamente fondata nutrialimentazione, coniugata alla volontà di recupero del sentimento di “volersi bene”, è necessario un salto culturale: rispettare le regole della nostra evoluzione biologica, le regole della “genomica”.

Un’automobile “alimentata” a benzina è costruita con ingranaggi e meccanismi precipui per quel carburante e solo per quello, alimentandola a gasolio non funziona. Così il nostro organismo è stato “costruito”, cellula per cellula, organo per organo, per un’alimentazione ed uno stile di vita precipui del modello paleolitico. A differenza di un’automobile esso è maggiormente flessibile, accetta sì modifiche alimentari, non si rifiuta di funzionare, ma funziona male. Le patologie cronicodegenerative sono il sintomo concreto del malfunzionamento organico.

Dallo studio e dalla comprensione delle origini evolutive dell’uomo, la scienza, cioè la nutrigenomica, ci insegna che semplicemente alimentandoci in modo diverso, simile al modello paleolitico, facendo una modesta attività fisica, dormendo di più e stressandoci di meno potremmo cambiare in meglio la nostra esistenza, potremmo star meglio, anzi potremmo star bene non solo fisicamente ma anche psicologicamente e mentalmente, evitando così, il peggiore dei mali: il male dell’anima!

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