a cura della Dott.ssa Ilaria Falconi

Prioritariamente si evidenzia che le strade andrebbero realizzate in relazione al traffico previsto, alla tipologia dei veicoli transitanti e alla resistenza strutturale del sottofondo.
Le strade, inoltre, non sempre sono realizzate con la giusta sequenza e sovrapposizione di strati legati (sottofondo, base, collegamento e usura) di diverso spessore.
La non corretta disposizione degli strati origina la formazione di vuoti all’interno che vengono riempiti con le prime piogge determinando il dilavamento dei materiali non legati sottostanti.

Secondariamente si rileva che occorre eseguire un’analisi approfondita del territorio ai fini della previsione, prevenzione e mitigazione dei rischi.
Gli interventi emergenziali di manutenzione del manto stradale non rappresentano la soluzione nel lungo periodo.
La posa del nuovo asfalto dovrebbe essere eseguita solamente dopo aver effettuato un’analisi geologica, morfologia e dello stato delle strade in profondità.

La natura del sottosuolo, infatti, è la prima causa delle voragini: i depositi alluvionali e i terreni di riporto non sono certamente rocce solide come il basalto ed il calcare.

Un altro fattore importante è rappresentato dal dissesto del sistema di smaltimento fognario e delle acque di superficie.

Inoltre le attività antropiche come, ad esempio, gli scavi in sotterraneo, specialmente i riempimenti delle trincee scavate nelle strade per i lavori alle tubature, le vibrazioni prodotte dal traffico, il consumo di suolo e i lavori di manutenzione dell’asfalto possono favorire la formazione delle voragini.
Tali fattori, infatti, determinano l’asportazione del materiale sottile e, conseguentemente, la liquefazione del terreno.  Infine, il cedimento strutturale del terreno può essere determinato, anche, dal progredire dei fenomeni erosivi.

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