a cura di Filippo Mariani

La deriva è un effetto che si verifica in seguito ai trattamenti fitosanitari: il pesticida distribuito raggiunge aree lontane dalla superficie trattata causa l’instabilità dei composti e la natura volatile delle sostanze di sintesi.
Nel passaggio in atmosfera, le particelle di miscela non ricadono soltanto a terra nelle vicinanze dell’area trattata, ma si disperdono oltre la coltura bersaglio per centinaia e centinaia di metri favorite dalla pressione di vapore del composto, dalla tipologia e dall’intensità di diffusione dell’irroratrice, dalla densità e mobilità dell’aria e soprattutto dal vento.

Sono infatti le condizioni metereologiche in particolare ad innescare effetti deriva o a renderli permanenti (velocità dei venti, brusche variazioni direzionali, turbolenze, forte radiazione solare, ridotta umidità dell’aria e temperature elevate, correnti aeree ascensionali, etc.).
A condizionare l’effetto deriva sono inoltre la densità e la forma di allevamento delle colture, le tecniche di applicazione, il sistema di guida dell’operatore ed il livello della manutenzione meccanica.

Si calcola che nell’impiego del prodotto fitosanitario solo il 25% del volume totale asperso arriva alle piante. Ciò sta ad indicare che ¾ della dose totale si disperde a causa della deriva determinando un forte impatto ambientale.
In sostanza, possiamo affermare utilizzando le parole dell’Ing. Chimico Marcos Tomasoni  “non esistono applicazioni di pesticida controllabili perché fondamentalmente ciò che non si può controllare è la interazione tra il clima e i fenomeni fisiochimici dei pesticidi, dei loro residui e dei coadiuvanti e tensioattivi”.

Infatti, il calcolo della fascia di rispetto, ovvero la distanza tra dove avviene il trattamento e dove il prodotto non deve arrivare, variabile in base al tipo di macchina irroratrice, alla tossicità del prodotto e alla presenza di barriere verticali, alla luce dei cambiamenti climatici (forti venti, piogge dilavanti, etc.) non serve a nulla.
Secondo la normativa, la soglia limite di sostanze di sintesi che considera conforme la produzione biologica è di 0,01 mg/kg

Effetto deriva: azioni tossiche dirette ed indirette

• Assorbimento del suolo (strati superficiali e sottostrati)
• Ricaduta nelle acque superficiali limitrofe e lisciviazione nelle acque di falda
• Fitotossicità sulle coltivazioni limitrofe alle aree trattate
• Scomparsa di insetti utili (impollinatori e predatori dei fitofagi)
• Operatori: contatto e inalazione
• Zone abitate: odori diffusi nell’aria, intossicazioni immediate ed effetti ritardati sulla salute di persone ed animali
• Somma dei fenomeni

EFFETTO DERIVA SULLE COLTIVAZIONI BIOLOGICHE

E’ già capitato che alcune aziende di produzione biologica abbiamo avuto la revoca come aziende ecocompatibili o biologiche da parte delle autorità preposte. Questo perché durante controlli di routine all’interno dell’azienda sono state rilevate sostanze chimiche come anche il glifosato. Sconcerto degli stessi gestori dell’azienda biologica. Cosa era accaduto? Semplice, attraverso l’effetto deriva quelle sostanze chimiche e tossiche provenienti da coltivazioni chimizzate vicine avevano raggiunto le aziende biologiche. Da qui il problema da non sottovalutare del fenomeno deriva!

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