a cura di Ivo Caizzi, inviato a Bruxelles 04 mar 2020

La Commissione europea ha presentato la sua proposta ai 27 governi e all’Europarlamento di una Legge europea per il clima con l’obiettivo di eliminare le emissioni inquinanti di gas climalteranti ( CH4, CO2 e minori) entro il 2050, introducendo una prima moderata apertura alle sollecitazioni degli ambientalisti per una accelerazione concreta almeno entro il 2030. Un segnale politico è arrivato invitando alla riunione settimanale dei commissari Ue, che ha approvato il testo, l’attivista svedese Greta Thunberg, la quale ha contestato questa proposta di legge Ue definendola “ la dimostrazione di una resa”.

In effetti anche per noi di Accademia Kronos porre l’obiettivo di eliminazione dei gas serra tra trent’anni, ci sembra una follia. Soprattutto perché gli eventi negativi legati ai cambiamenti climatici a partire dallo scorso anno hanno preso una paurosa accelerazione, vedi la fusione dei due poli, gli inverni dell’emisfero nord del pianeta sempre più caldi e la scoperta che sia gli oceani che le ultime foreste del pianeta cominciano ad assorbire sempre di meno i gas serra.
Greta alla commissione ambiente UE di Bruxelles ha ribadito che bisogna «agire ora». In effetti se non interveniamo subito non saranno in media i 2 gradi in più di calore che ci investiranno, ma addirittura 4 o 5. Ciò vorrà dire, come abbiamo scritto in alcuni nostri dossier recenti, che una considerevole parte della biodiversità planetaria sarà definitivamente compromessa, nonché la stessa sopravvivenza di tutta l’umanità.

MA COSA DICE QUESTA PROPOSTA DI LEGGE?

La proposta di Legge sul clima della Commissione europea ha incluso un complesso di monitoraggi e valutazioni sui miglioramenti europei e nazionali nella riduzione di emissioni inquinanti, in modo da poter chiedere «aggiustamenti» nella prospettiva un po’ meno futuristica dell’obiettivo 2030. Una prima revisione potrebbe già essere proposta, se ritenuta necessaria, dal giugno 2021. I monitoraggi successivi sono scadenzati al settembre 2023 e poi ogni cinque anni. Italia, Francia, Spagna, Austria, Olanda, Danimarca e Svezia sono stati tra i Paesi membri che hanno sollecitato una accelerazione concreta dopo l’annuncio iniziale della strategia della Commissione europea sul «Green deal» per il 2050. La Germania non si è unità a questo gruppo per tutelare le sue industrie, che preferiscono tempi lunghi.

La Commissione europea ha anche proposto l’apertura di un dibattito per arrivare a un «Patto sul clima» con tutte le parti interessate e, in particolare, con gli imprenditori che devono rendere più’ sostenibili le loro attività produttive. La presidente dell’istituzione di Bruxelles, Ursula von der Leyen, ritiene che la proposta di legge sul clima con obiettivo 2050 «offre prevedibilità e trasparenza per le industrie e gli investitori» e «garantisce che la transizione sarà graduale e giusta». I commissari Ue propongono poi un rafforzamento del loro potere di controllo sanzionatorio nei confronti degli Stati membri non in regola con il rispetto degli impegni anti-inquinamento.

Il Vicepresidente Timmermans a Greta: «Noi più ottimisti di lei»

Il vicepresidente olandese della Commissione europea Frans Timmermans ha detto di aver provato a spiegare a Thunberg che noi commissari «usiamo un altro approccio e siamo più ottimisti di lei sulle tecnologie emergenti» e riconosciamo che «se non ci fosse stata lei e il modo in cui ha mobilitato due generazioni di giovani probabilmente oggi non staremmo neanche discutendo una legge sul clima». Nell’intervento nella Camera UE Greta ha comunque ribadito le sue dure critiche alla proposta . «Se la casa brucia non si aspetta qualche anno per spegnere l’incendio, tuttavia è questo che ci propone la Commissione europea — ha detto l’attivista svedese —. Vi arrendete di fronte a fare quello che è possibile per il futuro dei vostri figli. Siamo nel pieno di una crisi che però non viene trattata come tale. Manca la consapevolezza, la giusta leadership e il tempo. È un piano che ignora i dati scientifici». Al termine dell’audizione la maggior parte degli eurodeputati della commissione Ambiente ha applaudito Greta in piedi.

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Dear environmental friends, the whole world and our Europe are experiencing a difficult time, which is putting this economic model in crisis, with profound repercussions on the life of each of us. Many people are confused and worried about this pandemic, they fear for the health of themselves and their loved ones.

Cari amici ambientalisti il Mondo intero e la nostra Europa stanno vivendo un momento difficile, che sta mettendo in crisi questo modello economico, con profonde ripercussioni sulla vita di ognuno di noi. Moltissime sono le persone confuse e preoccupate da questa pandemia, temono per la salute propria e dei loro cari.

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