a cura di Manuela Marchi

Se vogliamo veramente cambiare le cose e mi riferisco naturalmente all’ambiente e ai cambiamenti climatici, ciò che fa la differenza e che può consentirci di apportare qualche miglioramento tangibile, sono i dati scientifici. È certamente importante andare in piazza a manifestare le proprie opinioni, sensibilizzare giovani e altre persone, creare movimenti d’opinione, ma tutto questo non porta a soluzioni concrete. Ci vuole altro per stimolare azioni da parte di politici “disattenti”.

La latitanza di politiche ambientali corrette è stata più volte segnalata dal mondo scientifico, purtroppo interessi economici e di mercato frenano, da decenni, le giuste scelte. Per questo bisogna insistere con i dati di ricerche e studi sulla salute, perché il mondo della politica, ormai non li può più ignorare. Il cittadino deve essere sempre più consapevole delle conseguenze di opzioni politiche deleterie che si riflettono sulla sua salute.

Lo scorso 27 settembre, in Campidoglio, credo tutti si siano resi conto dell’importanza dei dati durante l’intervento della Dr. Maria Dolores Gomez Roig dell’Università di Barcellona, venuta a rappresentare la FIGO, intervento purtroppo non valorizzato al meglio, in quanto ristretto in un ambito di tempo troppo limitato, ma che, per coloro che hanno potuto tradurre le slide, era centrato su dati scientifici incontrovertibili. Credo sia doveroso focalizzare l’attenzione proprio sui danni che un ambiente non sano, uno stile di vita non corretto e un’alimentazione non idonea possono provocare al feto, alla gestante, quindi alle future generazioni. È da qui che dobbiamo iniziare la nostra lotta, affrontando il problema prima ancora della nascita, poiché il primo ambiente sano che deve trovare un nascituro è il ventre materno. I dati presentati nel corso dell’intervento dalla Dr. Gomez Roig riproducono una realtà drammatica, ma sulla quale possiamo ancora intervenire. L’argomento, non solo è interessante, è la prima sfida per un pianeta migliore.

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Si è concluso da poco a New York il vertice sul clima organizzato all’ONU. Dopo una delle estati più drammatiche, ambientalmente parlando, degli ultimi anni, con incendi praticamente in tutte le grandi foreste del mondo (dalla Siberia all’Amazzonia, dall’Africa al Sud Est asiatico) e con gli effetti del riscaldamento globale che ormai si stanno palesando in modo macroscopico (si pensi allo scioglimento del ghiaccio artico e di quello della Groenlandia) si sperava che si potesse finalmente assistere ad un deciso cambio di marcia su queste tematiche da parte di una significativa parte dei governi. Almeno di quelli più importanti.

Apprendiamo sgomenti, dalla redazione del giornale online Versilia Today, di un'inchiesta avviata dalla Procura della Repubblica di Lucca (P.M. Dott. Salvatore Giannino) in merito a presunti, gravissimi comportamenti delittuosi posti in essere da dodici guardie zoofile venatorie che operavano, sotto il nome di Accademia Kronos, all’interno della sezione aggregata territoriale di Lucca nell'area versiliese.

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