In un momento in cui nel Mondo ci si mobilità per il risparmio dell’acqua, in Italia agricoltori ecologicamente insensibili sprecano in estate inutilmente quantità d’acqua impressionanti per irrigare i loro campi. E’ chiaro che senza acqua le piante muoiono, ma questo non giustifica l’irresponsabile spreco d’acqua nei momenti del giorno più caldo. Viaggiando nelle ore più calde della giornata sulle strade che costeggiano campagne con coltivazioni di mais o di altri cereali, spesso si vedono cannoni o pompe che sparano ettolitri di acqua sui campi coltivati, fin qui poco da eccepire, quello che fa “inorridire” invece è vedere queste fontane d’acqua in orari del giorno in cui le temperature raggiungono i picchi più elevati. E’ scientificamente provato che ad alte temperature del suolo e dell’aria per un litro d’acqua versato sul terreno, solo la metà riesce a penetrare in profondità nel terreno, mentre il resto se ne va in evaporazione. Quindi se si fa un semplice conto rapportandolo ad un metro quadro di terreno coltivato a mais e se questo terreno per portare acqua alle radici delle piante necessita di litri 2, e se questa operazione viene fatta tra le ore 11 e le 17 del giorno con un Sole implacabile, invece di 2 litri ne serviranno 4 per raggiungere le radici. Quindi un pauroso spreco della nostra preziosa acqua. Allora quale soluzione? Semplicemente annaffiare le coltivazioni durante le ore più fresche del giorno, meglio la sera e la notte. In questo modo si potranno risparmiare ettolitri ed ettolitri di preziosa acqua.

A tal proposito Accademia Kronos ha inviato una relazione al Ministro delle Politiche Agricole Maurizio Martina, perché possa predisporre una circolare che “vieti” operazioni di annaffiamento nei campi nelle ore più calde della giornata nei mesi estivi. Possibilmente tramutando questa nostra richiesta in un obbligo specifico con tanto di multe per chi non la rispetta.

irrigazione campo

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