Tra i fattori base per avviare il processo che porta alla nascita della vita ci sono la luce, il calore di una stella ( ad una distanza accettabile, né troppo vicina, né troppo lontana ) e l’acqua. Quest’ultimo composto rappresenta il “brodo primordiale” da cui possono iniziare a svilupparsi le prime cellule viventi (come già accaduto alcuni miliardi di anni fa sul nostro pianeta).

Gli scienziati fino al secolo scorso pensavano che l’acqua presente sulla Terra fosse un unicum del cosmo, un particolare regalo al nostro pianeta originato da qualche fenomeno sconosciuto. Oggi, grazie allo sviluppo della tecnologia, dell’astronomia e dell’astrofisica, sappiamo che l’universo è invece ricco d’acqua. Da tempo gli scienziati si interrogano sul momento in cui apparve l’acqua nell’universo. Dei due elementi che la compongono l’idrogeno fu presente subito dopo il Big Bang, in quanto formato da un protone e da un elettrone, mentre l’ossigeno si formò solo dopo che le prime stelle esplosero al termine della loro vita. L’ossigeno infatti, è un elemento complesso che si forma solo dall’esplosione delle supernova.

globuli di Bok

L’immagine sopra, scattata dal telescopio spaziale Hubble, riprende i “globuli di Bok”. Si tratta di nubi dense e scure di materia dove stanno per nascere nuove stelle. Al loro interno la quantità di vapore acqueo è pressoché costante fin da un miliardo di anni dopo il Big Bang. E questo accadeva anche quando l’ossigeno era migliaia di volte meno abbondante di oggi, ma con una temperatura dell’Universo di almeno 200°C superiore ad oggi.

I ricercatori della Cornell University hanno scoperto che l’acqua era presente in abbondanza già dopo poche centinaia di milioni di anni dal Big Bang. Essa era presente in grandissime quantità nelle nubi molecolari presenti nell’Universo primordiale. Questo ha sorpreso gli scienziati perché, pur sapendo che l’ossigeno doveva già essere presente dopo poche centinaia di milioni di anni, non doveva essercene così tanto da poter originare l’acqua. La spiegazione alla realtà dei fatti va ricercata nelle condizioni che vi erano in quel momento nell’Universo: allora infatti, la temperatura generale era di pochi gradi sopra lo zero, una condizione totalmente diversa da quella attuale. Quella situazione dava all’ossigeno una grande efficienza nell’unirsi all’idrogeno per produrre acqua. In altre parole, non appena l’ossigeno si formava dalle prime stelle morenti si univa all’idrogeno per originare acqua.

Supernova

Sopra una rappresentazione in CG di una supernova

È vero che le radiazioni ultraviolette delle stelle che nascevano distruggevano in continuazione una notevole quantità di tali molecole, ma il bilancio tra le molecole che venivano distrutte e quelle che si formavano era positivo per queste ultime. Fu così che in poco tempo si venne a creare un’enorme quantità d’acqua che venne inglobata nei primi pianeti che si andarono a formare. Più tardi il carbonio che si formava, anch’esso all’interno delle stelle, iniziò ad unirsi ad altre sostanze a formare le molecole fondamentali per la vita.

Morale della favola, se l’acqua, la luce e il calore di una stella sono gli elementi base da cui può scaturisce la vita, allora non c’è da meravigliarci se un giorno scopriremo qualche pianeta in cui esiste una vita complessa come qui sulla Terra!

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