a cura del Prof. Luigi Campanella

Nel Padiglione Italia di Expo un’area è dedicata alle persone più rappresentative delle vari regioni italiane, che si sono distinte in vari campi dell’industria e dell’artigianato. Tra loro vi sono otto donne, si chiamano Francesca Petrini, Pina Amarelli, Carmelina Colantuono, Daniela Ducato, Lucia Iannotta, Carla La Placa, Susanna Moccia, Petrova Radoslava e sono le eccellenze femminile di Expo.

All’olio Francesca Petrini ha dedicato tutta la sua vita. Alla produzione di olio biologico di alta qualità esportato in molti Paesi del mondo.
La grande idea che ha fatto di lei una manager ed una ricercatrice di successo le è venuta durante un viaggio in Giappone, costatando che la maggior parte della popolazione assumeva quotidianamente pasticche di integratore a base di calcio. Tenuto conto dell’importanza che nella dieta italiana è assunta dall’olio e dal suo continuo impegno per condire e cucinare perché non pensare ad un olio che integrato opportunamente possa aiutare a fissare il calcio non rendendo più necessaria la sua continua somministrazione.

Poi finalmente, nel 2005, l’obbiettivo è stato raggiunto e la Petrini ha brevettato Petrini Plus, un olio extravergine dalle caratteristiche nutrizionali uniche al mondo, arricchito di vitamine D3, K1 e B6, che favoriscono l’assorbimento e la fissazione del calcio nelle ossa. Questo olio si utilizza come tutti gli altri per condire l’insalata o la pasta e ha avuto l’autorizzazione del ministero della Salute.

I test chimici hanno dimostrato che, prendendo due cucchiai al giorno di questo olio, nel sangue c’è una riduzione del 40 per cento di osteocalcina sottocarbossilata, una sostanza che, se presente in alta quantità, riduce la densità ossea e rende le ossa molto più fragili.

Monte San Vito olivi

Monte San Vito (Ancona) – Fattoria Petrini

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Trovandoci ancora in piena pandemia, vedi gli Stati Uniti, l'America Latina e l'India; fortunatamente in Italia tendono ancora a scendere i casi di infezione da SARS-CoV-2, pur in presenza di focolai poco estesi e prontamente controllati; rimane il problema delle infezioni che creano patologie all’infettato non sempre facilmente risolvibili (gravi difficoltà respiratorie, problemi polmonari, cardiologici e neurologici) fino all’esito infausto.

Dopo la CoViD-19 ora dobbiamo difenderci anche dai veleni dei fitofarmaci diffusi nell’aria. E’ di questi giorni il grido di allarme di medici, ambientalisti, presidenti dei biodistretti e semplici cittadini sulla dispersione nell’aria di prodotti chimici letali, utilizzati a volte in maniera irresponsabile soprattutto nei frutteti, come nei noccioleti.

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