a cura di Filippo Mariani

Per noi tutti è assodato che l’universo sia nato più o meno 14 miliardi di anni fa dopo un’ imponente “esplosione”. Prima di quest’evento, secondo la teoria del big bang, non esisteva nulla, neppure il tempo. Ora questa teoria è stata rivista e, in parte ridisegnata. Il Big Bang, per alcuni astrofisici, non fu l’evento primo, unico ed irripetibile, ma solo uno dei tanti eventi che caratterizzano la vita degli universi (multiversi), compreso il nostro. Si è cominciato a pensare ad un origine diversa, postulando l’ipotesi che il nostro universo sia nato da altri universi, in particolare da un universo già presente, ma in fase di implosione su se stesso.

La teoria dell’inflazione, cioè della espansione uniforme dell’universo dopo un inizio non è stata comunque confutata dalle ultime ricerche, infatti grazie al telescopio orbitante Hubble si è visto che l’espansione è ancora in pieno svolgimento, al contrario di quanto si pensasse qualche decennio fa, ossia che la “fuga” delle galassie verso l’esterno dell’universo si fosse fermata. E’ come se prendessimo un palloncino di gomma e iniziassimo a soffiare al suo interno, esso tenderà a gonfiarsi e ad estendersi in maniera uniforme, ma se continuassimo a soffiare ad un certo punto esso scoppierà. Per molti scienziati questa è la visione attuale del nostro universo, molti di questi però teorizzano che non ci sarà una fine come il nostro palloncino, ma quando il calore latente iniziale, che ha dato vita a questo universo, si sarà del tutto esaurito ( Big Freeze), esso inizierà a contrarsi (Big Grunch) fino a diventare una specie di infinitamente grande buco nero. Dopo di che la materia concentrata in esso eserciterà un calore di miliardi e miliardi di gradi, tale da farla riuscire da un’altra parte dando vita ad un nuovo Big Bang. E così via all’infinito. Questa teoria è stata battezzata: “il respiro di Dio“.

“Il respiro di Dio”… dove l’ho già sentito dire? … alla fine ho trovato dove e quando è stato detto e ciò mi ha fatto tornare quando avevo soggiornato, molti anni fa, ad Auroville in India, regione del Tamil Nadu, a sud di Madras. Auroville è un centro internazionale di studio e riflessione sul senso della vita in questa Terra e dove gente proveniente da tutto il mondo cerca le risposte.

Noi occidentali eravamo soliti incontrarci il tardo pomeriggio ad Auroville, nella città di Sri Aurobindo e della Mere, all’anfiteatro del Matri Mandir con i maestri spirituali. In una di queste occasioni si parlò dell’origine di tutte le cose, universo compreso. Il maestro Nata (ingegnere fiorentino in India da decenni), citando antichi testi Veda (Upaniṣad; Mahabharata; Ramayana), tradusse per noi, direttamente dal sanscrito, una parte che ci avrebbe dato alcune risposte.
In uno di questi testi c’era scritto che il tutto è sempre esistito e che l’universo si espande e si restringe perché non è altro che il respiro di Brahma. Parlando del nostro Pianeta, secondo questi testi antichi, c’è stato comunque un inizio. Nella Manu Smriti o Leggi di Manu, si afferma che Brahma, l’eterno, creò dall’universo già esistente il nostro mondo attraverso l’uovo cosmico. L’uovo cosmico per alcuni potrebbe essere la nube incandescente da cui nacque il nostro sistema solare e con esso la nostra Terra.

Quindi migliaia di anni fa si sapeva che l’universo una volta si espande, poi si restringe e poi ancora si espande all’infinito, proprio come i nostri polmoni che si espandono e si restringono al ritmo del respiro? Giorni prima, sempre il maestro Nata, da un altro antico testo, ci aveva resi edotti sul fatto che i saggi Veda avevano, migliaia di anni fa, diviso il giorno in 24 ore, le ore in minuti, i minuti in secondi e i secondi in ulteriori frazioni. Queste ed altre meraviglie, da poco scoperte dalla scienza, sono riportate nei testi sacri Veda, antecedenti alla stessa Bibbia, si parla infatti che i primi testi furono scritti nel 4.500 a.C., anche se oralmente erano trasmessi già da molto tempo prima.

Anche la cosiddetta massa oscura, che la scienza ha scoperto da pochi decenni e che rappresenta più dell’80% del peso dell’universo, di cui nessuno strumento è ancora riuscito a “fotografare”, i Veda, forse, già la conoscevano. Per l’induismo e il Buddismo la massa o forza oscura è sempre stata una realtà scontata, oggi conosciuta come Prana, ossia l’energia vitale invisibile che pervade ogni cosa dalle stelle ai corpi umani.
Allora se i nostri saggi avi sapevano già tutto, perché la scienza attuale con un po’ di misurata umiltà non comincia a studiare seriamente questi testi? Si potrebbero ricevere delle “dritte” importanti per continuare sulla strada della verità, ossia del perché esistiamo e qual è il nostro scopo nel contesto degli universi, in particolare nel nostro. Ci vorrà del tempo, forse qualche decennio, ma visto come la scienza sta camminando, finalmente a passi da gigante, queste cose, qui appena accennate, potrebbero finalmente essere conosciute da tutti.

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3000 anni fa sul frontone del tempio di Apollo a Delfi c’era scritto: “γνώθι σαυτόν” Conosci te stesso, era questa la risposta all’uomo che chiedeva di sapere chi era, da dove veniva e dove sarebbe andato. Questo è quello che abbiamo appreso al liceo, ma non ci è stato mai detto che sul frontone c’era scritto anche dell’altro e cioè: conosci te stesso e conoscerai l’universo e gli dei. Perché ci è stato "nascosto"? Forse qualcuno ha sempre cercato di nasconderci la verità e questo per essere ben indottrinati su canali prestabiliti.

Per produrre energia ci vuole acqua, per fornire acqua serve energia. Di conseguenza, poiché il 90% dell’energia termica fa uso di acqua, aumentare la produzione di elettricità del 70% (come previsto per il 2035) significa aumentare i prelievi di acqua dolce del 20%. Tra acqua ed energia c’è però una grande differenza dal punto di vista di consumi e della fornitura: per la prima non ci sono alternative, per la seconda sì.

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