OGM in tavola: un rischio sempre presente, anche in Italia

OGM in tavola: un rischio sempre presente, anche in Italia

Fonte: Teatro Naturale

Il 2% dei campioni alimentari esaminati sul territorio nazionale era contaminato con OGM secondo i dati del Ministero della Salute. La percentuale raddoppia nel caso di produzioni proveniente dall’estero. Bloccato riso geneticamente modificato proveniente dalla Cina.

Il Ministero della salute, in collaborazione con il Centro di referenza nazionale per la ricerca degli OGM (CROGM) e l’Istituto superiore di sanità, predispone dal 2006 un Piano nazionale triennale di controllo ufficiale sulla presenza di organismi geneticamente modificati (OGM) negli alimenti, finalizzato alla programmazione e al coordinamento delle attività di controllo svolte in questo specifico settore da parte delle Autorità sanitarie regionali e provinciali, in applicazione, sia della normativa quadro del settore degli OGM, i regolamenti comunitari nn. 1829/2003 e 1830/2003, sia del regolamento CE n. 882/2004 relativo ai controlli ufficiali.

Il numero complessivo dei campioni appartenenti a diverse matrici alimentari, prelevati 2015 e analizzati, è stato di 804, di cui 688 sul territorio e 116 all’importazione.

Controlli sul territorio

Esaminando i dati relativi al territorio, su 688 campioni prelevati e analizzati, la percentuale di quelli positivi è stata del 2%.
Questo conferma sempre di più la consapevolezza crescente degli operatori del settore alimentare, che pongono particolare attenzione lungo tutta la filiera, dall’approvvigionamento delle materie prime alla commercializzazione del prodotto finito, sia l’efficacia dei controlli ufficiali messi in atto. Sono stati campionati prodotti trasformati e materie prime principalmente a base di mais, di soia e di riso.

Controlli all’importazione

L’attività all’importazione si è mantenuta costante, con i 116 campionamenti effettuati, e ha consentito di intercettare 4 partite non conformi per la presenza di riso GM non autorizzato proveniente dalla Cina. Ciò conferma quanto sia fondamentale che gli uffici di frontiera, prime Autorità sanitarie coinvolte nella nazionalizzazione e commercializzazione di prodotti alimentari provenienti dai Paesi terzi, contribuiscano attivamente alla realizzazione di quanto programmato proprio in relazione al ruolo essenziale che rivestono nella catena dei controlli ufficiali.

E’ d’altro canto evidente la crescente attenzione delle Autorità e degli operatori dei Paesi terzi alla rispondenza dei prodotti da immettere sul mercato dell’UE ai requisiti previsti dalla normativa europea sugli OGM, tanto che i respingimenti frontalieri segnalati con il sistema RASFF nel 2015 sono stati solo 5, riguardanti prodotti a base di riso provenienti dalla Cina.

Rispondi