da Meteo Giornale (articolo di Ivan Gaddari)

Giorno dopo giorno, ora dopo ora, abbiamo trascorso i primi due mesi invernali scrutando tra le più svariate proiezioni modellistiche alla ricerca della chiave di volta. Non fidandoci dei modelli deterministici, abbiamo scelto – sovente – di affidarci alle dinamiche atmosferiche. Dinamiche che son servite, giusto dirlo, ad inquadrare la prima irruzione artica. Ma son servite anche a suggerirci il ritorno a condizioni meteo climatiche assolutamente anomale.

La domanda che ci poniamo, oggi, è la seguente: è solo colpa del Vortice Polare? O c’è dell’altro? Beh, volendo semplificare possiamo dirvi che il Vortice Polare ci sta mettendo del suo. Più è forte, più è probabile che il gelo si rintani sul Circolo Polare Artico. Poi c’è El Niño. E’ assodato, lo dicono gli esperti, che ci troviamo difronte al più intenso episodio dell’inizio delle misurazioni oceaniche. E’ innegabile che il fenomeno stia avendo ripercussioni climatiche globali e come sostengono alcuni gli effetti potrebbero protrarsi alla prossima estate.

El Niño, Vortice Polare. E il “Global Warming”? Dove lo mettiamo? I dati definitivi del 2015 non lasciano scampo: è stato l’anno più caldo di sempre (o meglio, dal 1880 data d’inizio della registrazione dei dati termici planetari), battendo il già poco lusinghiero record del 2014. Aggiungiamoci concentrazioni di CO2 in costante aumento e il gioco è fatto: l’uomo ci sta mettendo lo zampino.

Dovessimo focalizzare l’attenzione sul solo Vortice Polare potremmo dirvi che proprio a causa dei gas serra la quantità di radiazione riemessa in atmosfera è decisamente inferiore. E sapete che significa? Che se l’aria calda rilasciata dal pianeta non ha modo di propagarsi ai piani alti, il raffreddamento stratosferico è un qualcosa di cui non dobbiamo stupirci. Badate bene, non siamo noi ad affermarlo. Ci sono tutta una serie di autorevoli studi scientifici volti in tal senso. Ecco perché vi diciamo che non dobbiamo lamentarci più di tanto. In fondo in fondo la colpa è anche un po’ nostra.

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La rituale disamina della stima delle temperature medie globali dell’anno passato, mediante l’analisi dei dati grezzi e grigliati, mostra come il 2017 non abbia battuto il record stabilito un anno prima dal 2016, ma ci sia andato comunque molto vicino. Infatti, nella classifica degli anni più caldi, il 2017 si colloca al secondo posto sopra il 2015, con valore di anomalia, + 0,51o °C rispetto al periodo 1981-2010, +1o °C rispetto all’inizio del secolo.

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