a cura di Filippo Mariani

In tutto il mondo finalmente si è preso atto del fenomeno dell’effetto serra e dei cambiamenti climatici e l’Unione Europea sta per lanciare la campagna “Europa Verde”, ossia incentivare in ogni sua nazione azioni di rimboschimento.

Purtroppo, almeno dal nostro punto di vista, il Comune di Caprarola si dimostra in controtendenza. Da poco è passato alla Regione Lazio il piano di assestamento forestale per tutto il comprensorio boschivo dei Cimini, in particolare ricadente nel territorio di Caprarola. E ancora una volta si legge dai giornali ( Corriere di Viterbo del 10 c.m.) che il sindaco di questo comune continua a minacciare di portare in tribunale chiunque contesti questa scelta di taglio “intelligente” all’interno della storica Selva Cimina.

Accademia Kronos loda la frase espressa dal sindaco di Caprarola (citata sul Corriere di Viterbo) che recita: “Il mondo non l’abbiamo ereditato dai nostri padri, ma lo abbiamo preso in prestito dai nostri figli” .Un bella frase che ci dice, appunto, che, non avendo ereditato il bosco dei Cimini per volontà divina, dovremmo preservarlo nella sua interezza!

Accademia Kronos e altre organizzazioni nazionali di tutela ambientale, comunque non stanno con le mani in mano, stanno attivandosi, attraverso percorsi legalmente percorribili, per bloccare questo progetto di taglio selettivo di querce, castagni ed altre essenze arboree.

In questi giorni Accademia Kronos, il WWF ed altre importanti associazioni ambientaliste, sono alle prese con il PAN (Piano di Azione Nazionale per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari) i cui rilievi per migliorarlo terminano il 15 di questo mese. Finito tale gravoso impegno, fatto in nome della salute pubblica, l’associazione si occuperà direttamente della questione del “taglio selettivo”. Si ricorda che dopo il “disboscamento selettivo” avvenuto anni fa tra la valle di Vico e il passo del Cimino, sempre nel territorio di Caprarola, si verificò una disastrosa frana, causata molto probabilmente proprio dalla non più presenza di alberi.

Vicenda ancora aperta e non risolta quella dell’inquinamento ambientale causato da prodotti fitosanitari che interessano tutta la valle di Vico. A tal proposito si ricorda che Accademia Kronos, insieme all’Istituto Superiore di Sanita, con la collaborazione dei controlli satellitari dell’ESA, per circa 2 anni ha studiato lo stato di salute di alcuni laghi del Lazio, tra cui il lago di Vico. Dai risultati scientifici a disposizione, si è evidenziata la presenza di sostanze chimiche nel lago derivate, gioco forza, dalla colture chimizzate presenti in tutta la valle .

A tal riguardo Accademia Kronos sta valutando possibili interventi giudiziari nei confronti di chi consente ancora l’uso di prodotti chimici, che risultano devastanti per l’ambiente e la salute umana, soprattutto se sparsi in aree di tutela ambientale quale è la riserva naturale del lago di Vico!

Infine viene da chiedersi a chi serve oggi un piano di assestamento forestale che preveda tagli di alberi anche secolari in un bosco che ancora gode di salute, anche se minacciato dai cambiamenti climatici? A chi serve fare questo scempio e perché? Non solo gli ambientalisti, ma anche la gente comune comincia a chiederselo!

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In piena pandemia, all’inizio della seconda ondata con aumenti esponenziali dei casi positivi soprattutto in Europa, con valori che oscillano tra i 10.000 e 30.000 positivi al giorno, in attesa di un vaccino sicuro ed efficace, l’unica arma che ci permetterà di sopravvivere al virus, senza subire danni al nostro stato di salute, come già detto in articoli precedenti, è quello di rinforzare il nostro sistema immunitario.

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