a cura del Prof. Luigi Campanella

Quasi otto gli anni dedicati a 14 progetti di ricerca, studi all’avanguardia focalizzati nella ricerca di nuove cure e di nuovi strumenti diagnostici, i cui risultati sono attesi nell’arco dei prossimi 5 anni. Alcuni di questi progetti hanno già raggiunto i primi promettenti risultati dopo solo 3 anni. Uno per tutti coinvolge la biologa Gabriella Sozzi, che sta lavorando ad un test con un obiettivo: predire il cancro con due anni di anticipo.

Per il programma speciale di oncologia clinica molecolare, avviato nel 2010, la ricerca è arrivata al letto del paziente portando l’innovazione delle terapie personalizzate. Ora bisogna verificare con grande accuratezza eventuali effetti tossici e valutare la reale efficacia dei nuovi trattamenti rispetto alle terapie già in uso nei pazienti.
Anche per il programma di diagnosi precoce e analisi del rischio di sviluppare un tumore, avviato nel 2011, i risultati non si sono fatti attendere e sono già stati identificati nuovi marcatori di vari tumori, in grado di rendere la diagnosi e la prognosi molto più precise e di offrire metodiche innovative per identificare per ogni singolo paziente una combinazione di farmaci specifica per il suo tumore.

Sono state individuate 24 piccole molecole che si trovano nel sangue e sono facilmente identificabili: sono una specie di “firma”, un segnale di riconoscimento perché circolano nel sangue già molto tempo prima. Basta un semplice prelievo e dicono chi ha un tumore con 2 anni di anticipo rispetto a quanto si riesce a fare eseguendo la Tac spirale. Questo permette di monitorare le persone a rischio, con uno screening intelligente. Il test è iniziato con 1.000 volontari e a cui si sono poi aggiunti altri 4.000: all’inizio del 2019 si avranno le risposte ed il test sarà – se tutto va bene – disponibile.

Per partire con il piede giusto è necessario disporre di materiale da analizzare e, di conseguenza, il primo passo del programma è la creazione di una bio-banca nella quale raccogliere campioni di tessuto, cellule e altro materiale biologico (sangue, siero, urine, saliva, tessuto) ottenuti da pazienti con il tumore.

Articoli correlati

Il modo più efficace per prevenire i problemi della tiroide – dice Massimo Tonacchera, professore associato di Endocrinologia e coordinatore nazionale Comitato della prevenzione della carenza iodica – è assumere iodio in quantità adeguate; questo elemento è il costituente essenziale degli ormoni tiroidei.

Dopo la Spagna tocca all’Italia. E infatti nel nostro Paese sono stati registrati alcuni casi di intossicazione da tonno in scatola nel Lazio, in Basilicata, Puglia e Veneto. Dopo le segnalazioni è intervenuto il Ministero della Salute che ha richiamato alcuni tranci. Tutta colpa dell’istamina, presente a livelli superiori rispetto a quanto previsto dalla legge.

COMMENTA

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.