Redazione Accademia Kronos

Come sarà il tempo a dicembre? E’ una domanda che si fanno in molti. Noi di Accademia Kronos non siamo meteorologi di professione, ma semplici studiosi, in particolare, della climatologia (ricordando comunque che nel nostro comitato scientifico abbiamo due scienziati climatologi di fama internazionale come Vincenzo Ferrara e Riccardo Valentini, da cui a volte riceviamo contributi illuminanti).

Abbiamo interrogato dei veri meteorologi dell’agenzia “iLMeteo.it” i quali, dopo aver esaminato vari modelli matematici, ci dicono: “possiamo dare una linea di massima per quanto riguarda i primi giorni di dicembre dove si prevede una fase mite e anche asciutta, con valori gradevoli sopra i 10 °C di giorno. Una seconda fase, invece, potrebbe portare un capovolgimento della situazione con l’ingresso nel Mediterraneo centro settentrionale di correnti artiche che potrebbero portare anche in pianura nelle regioni settentrionali nevicate abbondanti”.

Ringraziamo gli amici de iLMeteo.it e ci soffermiamo un attimo a riflettere, prendendo come ulteriore elemento di analisi quanto diramato giorni fa dal prestigioso NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration) e cioè che la Stratosfera, ossia lo strato di atmosfera appena sopra la nostra Troposfera (la Troposfera è l’involucro di aria che ci consente di vivere), si è riscaldata in maniera preoccupante, ciò vuol dire che la Stratosfera comincia a dilatarsi sia in alto che i basso andando ad interferire sulle correnti stabili circolatorie che ruotano intorno all’asse polare.

Qualcuno ovviamente si chiederà <<E allora?>>. A questo punto entriamo nel dettaglio:

è questo il terzo anno che accade un importante fenomeno meteo legato ai cambiamenti climatici, che ha interessato negli inverni precedenti l’Europa centro orientale e parte della nostra penisola, in particolare il versante Adriatico. “ … va subito chiarito che ‘la macchina’ meteo-climatica terrestre è molto complessa, essa dipende da molti fattori sia esterni che interni al guscio di protezione atmosferica che avvolge il pianeta, dall’energia solare fino al rilascio di calore da parte degli oceani e poi dal riscaldamento o raffreddamento della bassa, media ed alta atmosfera, ecc.

Nell’illustrazione che segue possiamo notare la suddivisione dell’atmosfera terrestre in Troposfera e Stratosfera, oltre a ciò possiamo notare una specie di “corona” che ruota sopra il Polo Nord. Si tratta di correnti stabili circolatorie che ruotano intorno all’asse polare in senso antiorario nella parte più alta della Troposfera e che rappresentano il Vortice Polare. Difficilmente questo movimento circolare si rompe a meno che dalla Stratosfera si manifesti una forza dilatatoria verso lo strato inferiore dell’atmosfera. Ciò può interferire pesantemente sul vortice polare fino a bloccarne la perenne rotazione e così deviare le sue correnti fredde a latitudini molto più basse, una parte verso l’America del Nord e un’altra verso l’Europa. Ed è questo che è successo negli ultimi due inverni e che temiamo possa accadere anche in questo inverno!

La stratosfera, per il fenomeno dell’effetto serra, si è riscaldata in maniera anomala, fenomeno questo conosciuto come stratwarming, dilatandosi fino ad interferire con il vortice polare. Ciò potrebbe causare la “fratturazione” (split) di uno o due lobi secondari che possono scendere a latitudini molto più basse, nel caso nostro fino al bacino del Mediterraneo. Queste correnti passando per la Siberia si caricano ulteriormente di freddo intenso e così possono generare, come già accaduto, vere e proprie “sciabolate” di aria gelida nelle nostre regioni, in particolare in quelle adriatiche.

Questo è quanto potrebbe accadere qualora la stratosfera continuasse a dilatarsi per il calore che ha assorbito. Noi comunque ci auguriamo che qualche “Santo il Paradiso” possa metterci una mano.

Due anni fa, in occasione dell’improvvisa sciabolata artica che investì il nostro Paese, intervistammo esperti e scienziati dell’atmosfera per capire il problema. Un importante testimonianza scientifica che riproponiamo:

… ci siamo rivolti prima ai nostri climatologi, e poi agli scienziati del CNR.

Alla nostra prima domanda “Questa impressionante ondata di gelo che ha colpito il Canada e la parte est degli USA metterebbe in forse il fenomeno del riscaldamento globale?
La risposta:Il riscaldamento globale significa proprio la rottura degli equilibri dell’atmosfera, delle sue masse d’aria che gestiscono il clima sul nostro pianeta, per cui correnti gelide relegate nelle aree polari, a causa dello spostamento di queste masse d’aria che fungevano da barriera, possono irrompere a latitudini più meridionali… ”.

Federico Fierli, climatologo dell’ISAC-CNR ci dice:Se le concentrazioni di CO2 continueranno ad aumentare così velocemente, il futuro sul nostro Pianeta sarà incerto e potenzialmente molto pericoloso. Le emissioni di CO2 – ha spiegato – non solo continuano ad aumentare, ma lo fanno con una certa accelerazione. In altre, parole aumentano a un ritmo molto forte e la cosa più grave è che la CO2, essendo un gas ‘a lunga durata’, continuerebbe ad aumentare per altri 15-20 anni, anche qualora potessimo ‘spegnere’ tutte le fonti di emissioni”.

Ma allora avremo estati sempre più siccitose e inverni tiepidi, a parte fenomeni di gelo anomalo come accaduto in questi giorni nell’America del Nord e precipitazioni super abbondanti sulle nostre Alpi?

Un collega di Fierli interviene dicendoci: “Chi può dirlo, la macchina del clima è di una estrema complessità… tutto può accadere, ma certamente non in maniera positiva per l’uomo!

Quelli che oggi consideriamo fenomeni atmosferici anomali non saranno più così anomali”, ha sottolineato Fierli. “Precipitazioni intense, come quelle di questi giorni; ondate di calore con periodi di siccità; ma anche uragani”, ha aggiunto: “L’aumento delle concentrazioni di CO2 ha già’ portato a un aumento della temperatura globale. Un aumento non uniforme. Ci sono luoghi, come nell’Artico, in cui questo aumento delle temperature ha un impatto più’ evidente: la maggiore fusione dei ghiacciai in estate e la formazione di ghiaccio sempre più ridotta in inverno. Questo, anche se può sembrare lontano da noi, ha conseguenze importanti come ad esempio l’aumento dei livelli del mare”.

Articoli correlati

COMMENTA

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.