L’UE ha avviato un procedimento d’infrazione nei confronti dell’Italia a causa delle condizioni di salute del lago di Vico.

a cura di Filippo Mariani

La nostra associazione si è sempre battuta per la tutela delle acque del lago di Vico (in provincia di Viterbo), minacciate da sostanze inquinanti letali, quali: pesticidi, diserbanti e fertilizzanti chimici, ciò organizzando campagne di sensibilizzazione e producendo documentazioni scientifiche relative al problema dell’inquinamento ed eutrofizzazione del lago.

Alcuni anni fa alla nostra “battaglia” si è aggiunta l’Università della Tuscia che, attraverso il prof. Giuseppe Nascetti, ha avvalorato quanto denunciato da Accademia Kronos negli anni, aggiungendo uno studio, portato avanti con altri docenti dell’università, relativo alle sostanze fertilizzanti abbondantemente date nei noccioleti. Tali sostanze, percolando fino al lago, hanno comportato un aumento preoccupante del cianobatterio Plankthotrix rubescens, denominato comunemente alga rossa, che produce una tossina (micro-cistina) dannosa per la salute umana e animale.

Negli anni ’80 l’allora Kronos 1991 riuscì insieme ad un sindaco illuminato locale, Sandro Bruziches, a far riconoscere tutta l’area lacuale d’interesse naturalistico fino ad ottenere qualche anno dopo una riserva naturale. Ma per riuscire a vincolare la zona come parco regionale naturale si dovettero accettare minacce velate e aperte da parte dei coltivatori, che non gradivano la presenza di un area protetta. Alla fine la riserva naturale si poté fare a patto di non toccare le colture di nocciole presenti intorno al lago. Fu un boccone amaro, ma dovemmo accettarlo, sperando che l’agricoltura locale si convertisse verso quella biologica. Tutto inutile, anzi solo circa il 3% degli agricoltori della valle del Lago di Vico hanno continuato con le metodologie ecocompatibili, senza avvelenare i terreni. Il 97%, invece non ha considerato le nostre raccomandazioni e negli anni ha contrariamente intensificato l’uso di fitofarmaci e concimi chimici.

Recentemente l’ISS (Istituto Superiore di Sanità) insieme all’ente spaziale europeo (ESA) e ad Accademia Kronos hanno, con l’utilizzo di alcuni satelliti, dotati di strumenti per l’esame spettrometrico, monitorato alcuni laghi dell‘Italia Centrale (2018 -2019). Il 21 maggio dello scorso anno (2019) al CNR di Roma sono stati presentati al pubblico i dati di questa indagine satellitare (progetto “Cyanoalert”). Dallo studio dei dati raccolti è risultato che le acque dei laghi di Castel Gandolfo e di Vico non godono di buona salute. In particolare si è evidenziato che le acque del lago di Vico contengono un carico eccessivo di contaminanti chimici derivati dalle monocolture intensive. Ma mentre l’ISS, l’Università della Tuscia, Accademia Kronos ed altre organizzazioni ambientaliste si sono limitate a denunciare alla magistratura e al pubblico lo stato di salute del lago di Vico; l’associazione ISDE (medici per l’ambiente) ha invece preso la strada più diretta andando a denunciare il tutto direttamente a Bruxelles alle commissioni europee ambiente, sanità e agricoltura.

A quel punto analizzate le relazioni scientifiche e le analisi varie compiute sul lago di Vico, inevitabile è stata la decisione dell’UE di avviare nei confronti dello Stato Italiano una procedura d’infrazione, proprio per le pessime qualità delle acque del lago che approvvigionano gli acquedotti di 2 Comuni.
Un potenziale colpo pesante per il turismo locale, che si è sempre basato sul paesaggio e sulla qualità delle acque del bacino del lago di Vico. Una “figuraccia”, soprattutto degli amministratori del comune di Caprarola, nei confronti dei cittadini del viterbese e, soprattutto, a livello europeo e nazionale.

Tutto questo non sarebbe accaduto se le antiche e recenti preoccupazioni delle organizzazioni ambientaliste e della stessa Università della Tuscia fossero state recepite. Invece e soprattutto da parte dell’attuale sindaco di Caprarola, sono state sempre polemicamente respinte. Soluzioni che gli scienziati ed altri studiosi proponevano per superare il problema inquinamento e nel contempo non penalizzare la produzione delle nocciole.

Pensare che ogni volta che ambientalisti e scienziati si “permettevano” di denunciare la situazione, il Sindaco di Caprarola Eugenio Stelliferi li minacciava “di essere portati in Tribunale” perché con le loro “false” preoccupazioni ecologiste avrebbero potuto danneggiare il turismo locale. Forse  ora si vorrà portare in Tribunale anche la Comunità Europea?

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In piena pandemia, all’inizio della seconda ondata con aumenti esponenziali dei casi positivi soprattutto in Europa, con valori che oscillano tra i 10.000 e 30.000 positivi al giorno, in attesa di un vaccino sicuro ed efficace, l’unica arma che ci permetterà di sopravvivere al virus, senza subire danni al nostro stato di salute, come già detto in articoli precedenti, è quello di rinforzare il nostro sistema immunitario.

Le tragedie che si ripetono, quasi in un ciclo che sembra non avere mai fine… acqua e fango portano via tutto. Il mio pensiero va ai morti e ai loro familiari, che anche questa volta, o nell’atto del compiere il proprio dovere o per essersi trovati “nel posto sbagliato al momento sbagliato” hanno pagato con la propria vita.

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