Articolo di Gabriele La Malfa 

Sempre più consumatori sono sensibili a questa tipologia di prodotti, non più frutto di una semplice “moda”, ma segno di una presa di coscienza e consapevolezza.

Attualmente la produzione di alimenti biologici è regolamentata da numerose normative a livello della comunità europea, tramite il Reg. CE 834/2007.
In questo regolamento viene stabilito che nella concimazione del terreno debbano essere utilizzati solo esclusivamente prodotti organici e non prodotti di derivazione chimica. Discorso similare per la difesa delle coltivazioni da agenti naturali, quali parassiti funghi ed insetti ; quindi trattamenti di derivazione naturale e non pesticidi chimici.
Il metodo migliore per proteggere le piante da eventuali malattie è innanzitutto una concimazione equilibrata naturale e la rotazione delle colture (alternare diverse coltivazioni su un unico appezzamento). In parole semplici un metodo di coltivazione più in sintonia con la natura.

Un recente studio effettuato da ricercatori dell’Università di Newcastle (Inghilterra) ha evidenziato che la frutta, verdura e cereali coltivati in modo biologico contengono mediamente il 17% di antiossidanti in più rispetto ai corrispondenti derivanti dall’agricoltura tradizionale (con punte del 69% in più nel caso dei flavoni).
L’assunzione di antiossidanti è collegabile ad un minor rischio di specifiche malattie croniche, quali i disturbi cardiovascolari, disturbi neurodegenerativi e alcuni tumori.

Inoltre, al di là della maggiore/minore quantità di nutrienti, si può affermare che la qualità dei nutrienti nei prodotti biologici, rispetto a quelli derivati da agricoltura tradizionale, è chiaramente superiore.
Ogni prodotto della terra, assorbe ciò che nella terra è stato versato: quindi se una coltivazione è trattata con fertilizzanti chimici, con antiparassitari e/o fitofarmaci, tali sostanze lasceranno inevitabilmente dei residui all’interno dell’alimento stesso.

alimenti biologici

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