a cura di Franco Floris

Siamo ancora dentro la tempesta, ma sappiamo che dovrà pur finire. Tuttavia non dobbiamo nascondere una certa inquietudine di come stanno andando le cose… a parte il numero elevato di chi non ce l’ha fatta, oggi assistiamo anche ad un serio problema sociale che è quello in cui diverse persone non hanno più i soldi per fare la spesa. A questo punto non possiamo aspettare che una UE fredda e burocratica decida cosa fare tra due settimane, se aiutarci oppure no.

Purtroppo temiamo che questa situazione possa andare avanti fino alla prossima estate, è quindi necessario cominciare a pensare di prospettare una linea finanziaria ed economica capace di supportare questa difficile fase. Per tale motivo ho sentito diversi imprenditori di medie e grandi aziende, che concordano nel chiedere allo Stato interventi immediati, senza trascurare la possibilità di farsi parte attiva nel proporre i “BondVita”, da attivare immediatamente con gli Stati Europei che ci stanno, capaci di far fronte ai problemi finanziari ed economici dei singoli stati.

Ho chiesto ai nostri esperti in economia di produrre ulteriori idee in merito da sottoporre alle autorità finanziarie del nostro Paese. In due giorni di lavoro è nato il documento pronto ad essere inviato a chi di dovere; lo potete leggere di seguito. Colgo l’occasione per ringraziare tutte le nostre sezioni e in particolare le nostre guardie eco zoofile che stanno collaborando con le autorità, sia nel controllo del territorio, che nell’assistere persone anziane relegate a casa e impossibilitate a fare la spesa e, infine, nel portare i cani a fare la loro sgambettata giornaliera e in alcuni casi ad assistere nelle fattorie animali soli e senza cibo. Una dimostrazione che Accademia Kronos esiste ed è viva… quindi a voi tutti grazie di cuore!


PROPOSTA PER SOSTENERE LE IMPRESE ITALIANE -PMI- IN ASSENZA DI POLITICHE EUROPEE
Come traccia indirizzata ai decisori delle attività economiche private e pubbliche

a cura del prof. Silvio Cipriani

Carissimi, Partiamo subito dalla presente costatazione L’Unione Europea, almeno al momento, non ha in programma di ragionare seriamente sui Coronabonds.

Quindi in prima battuta va trovata una diversa soluzione al problema.

• Teniamo comunque conto dell’ipotesi che va per la maggiore, quello di aumentare il Debito Pubblico attraverso l’acquisto di BTP o simili da parte della BCE, anche questi, comunque trovano un limite, tenendo conto che a breve il Debito Pubblico italiano raggiungerà il 150% del PIL.

• Se per l’emergenza sociale più immediata: sostegno alla sanità e sostegno al reddito di tutti coloro cui viene precluso di lavorare per n. X/mesi, l’operazione ha una sua valenza propria, è opportuno trovare diversi percorsi per il dopo COVID-19 per il settore economico PRODUTTIVO che sembra, ora in questo momento, dover trovare la sua strada e la sua autocoscienza come forza propulsiva del Paese, il quale deve provvedere al sostegno di tutta l’organizzazione sociale .

• In un precedente elaborato ho percorso una strada in cui la BCE dovrebbe intervenire in tutta l’area EU, portando denaro direttamente alle imprese, le quali dovrebbero accollarsi un debito diretto o indiretto asseconda che arriva denaro per debiti, oppure al capitale (ad es. mezzanine finance o particolari strumenti finanziari); in sintesi meno Debito Pubblico e traslazione del debito al settore economico produttivo di ricchezza con garanzia reputazionale su controllo dello Stato nelle forme più appropriate.

Veniamo alla situazione attuale che si potrebbe affrontare in pieno, per iniziativa del paese ITALIA – da parte del settore produttivo del Paese.

Il tema è:

SOLIDARIETA’ PER LA RICOSTRUZIONE – RISTRUTTURAZIONE ECONOMICA (e/o) …

attraverso la costituzione di un Ente a partecipazione pubblica (per le implicazioni che vedremo nel proseguo), in cui tutti gli attori economici privati vengono a sostenere l’iniziativa.

• Questo Ente, da costituirsi nell’immediato per Decreto Legge, deve avere la possibilità di emettere titoli di Debito a seguito di sottoscrizione di prestiti per la ricostruzione, da parte d’imprese, privati, istituzioni, Fondi d’investimento anche internazionali (ed in un certo senso anche con interventi da parte della BCE, ovvero della Banca d’Italia, se del caso anche dichiarando uno stato di eccezionale necessità sociale equiparata ad uno stato di guerra, ovvero anche da parte della BEI, o della CDP ).

• L’obiettivo dichiarato deve essere la raccolta di 100 Miliardi di euro, anche in titoli di Stato, per una quota non superiore al 30% della raccolta necessari, eventualmente per garanzie collaterali. Lo Stato per le quote di titoli trasferiti o non riacquistati dai privati può accedere direttamente alla BCE per sostenere il suo Debito Pubblico. Tale raccolta potrà essere ripetuta, secondo le condizioni di mercato e finanziari, per almeno tre anni.

• Si deve tener conto che in Italia i privati detengono 1500 Miliardi di euro in liquidità e un patrimonio stimato circa 7-8 volte il PIL, una parte di questi, volontariamente, per circa il 5% (pari a 75 Miliardi) potrebbe essere questi a sottoscriverlo, gli altri per 25 Miliardi, da varie Istituzioni e anche da Parte delle Casse di Previdenza private per quote delle loro riserve per il 2-4%.

• Il rendimento delle azioni di risparmio od obbligazioni deve essere in partenza di un tasso intorno al 4-6% – Lo Stato in deroga ad ogni limitazione di norme europee, dovrebbe intervenire con un contributo annuale sui rendimenti pari al 50% , di modo che i prestiti o le partecipazioni da parte di questo Ente per le imprese risulti di entità tra il 2-3% asseconda delle filiere e della rilevanza del rischio.

• La durata delle emissioni in generale deve avere una durata tra i 12 e i 18 anni, per permettere interventi presso le imprese per una durata di 10 anni, con 2 di preammortamento. Gli interventi di natura finanziaria dovranno essere prevalentemente, almeno il 40% mirati agli investimenti, il restante alla liquidità per operazioni pregresse e attuali derivanti dagli investimenti medesimi.

• Le imprese devono essere disponibili a concedere l’iscrizione di garanzie sulle proprie partecipazioni societarie in favore dell’Ente (titoli di nuda proprietà delle partecipazioni sociali), si dovranno stabilire i limiti massimi d’intervento su parametri e/o valori di riferimento, tenuto conto delle strategie per filiera produttiva. Le micro imprese dovranno partecipare in consorzi o reti per poter accedere a forme d’intervento, in garanzia potranno essere richieste quelle attuali attraverso Consorzi di garanzie o della CDP.

• Questo modello potrebbe essere ripetuto per filiere o distretti produttivi per l’Italia con la realizzazione di più Enti dedicati per specializzazione, le imprese che nel passato si sono delocalizzate, se rientrano in Italia con significativa propensione a stabilizzare la propria produzione principale in Italia possono accedere ai finanziamenti da parte di questi Enti.

• La partecipazione dello Stato attraverso i Ministeri più appropriati per l’economia, è necessaria, non solo per l’intervento di contributi sui tassi d’interesse, ma sulla possibilità di garanzia sull’operatività delle imprese, attraverso particolari canali di comunicazione e controlli, costruendo di fatto un forte valore reputazionale verso tutti i soggetti sottoscrittori dei titoli emessi da questo Ente per la raccolta di fondi da destinare alle imprese.

• Tale attività pubblica riguarda l’implementazione nel nostro ordinamento giuridico di quello che si potrebbe definire “accompagnamento amministrativo”.

• Le aziende che partecipano di fatto risultano certificate ed accreditate anche per relazioni internazionali.

• Le banche non dovrebbero vedere questa iniziativa, quasi una banca di credito speciale, in discapito del loro mercato, ma un rafforzamento sul finanziamento ad imprese sane del credito al circolante, necessario allo sviluppo e al consumo diretto dei privati, inoltre tale progettualità non potrà superare il 40% dell’universo delle PMI.

• Potrebbero rientrare in questa iniziativa i beni confiscati alla criminalità organizzata, in particolare i beni impresa, che potrebbero trovare nell’ambito di filiere economiche rafforzate, quell’humus sociale per salvaguardare valori economici ed occupazione. Tali valori potrebbero sostenere le eventuali perdite sopravvenienti che normalmente per settori controllati potrebbero contenersi entro il 2-3%. Per questi valori si dovrà anche vedere come può intervenire lo Stato, sempre in deroga ad eventuali vincoli di normative Europee.

• Si deve tener conto che il sostegno a tale iniziativa da parte dei privati, in particolare, è da considerare una sorta di polizza assicurativa sui propri beni, anche già investiti, e le disponibilità liquide, in quanto i valori si possono mantenersi stabili, solo l’economia è sana, sostenibile ed in equilibrio: una sensibilizzazione su questo tema è essenziale per poter promuovere tale programma e realizzarlo.

• Il progetto, non solo simbolico, ma reale, alza il rating del Paese, nel tempo mitiga il debito pubblico per circa 300 Miliardi di euro, riportandolo ai valori attuali e più prossimo a quelli degli altri paesi europei (circa 100% del PIL), permette di acquisire altre linee di credito per sostenere un economia ancora prevalentemente di trasformazione. Mette in evidenza la volontà da parte, non solo economica, ma anche dei risparmiatori, di sostenere autonomamente ed autorevolmente il Paese, rafforzandolo nei confronti degli altri partner internazionali.

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E’ quella cinese una flotta per la pesca immensa con circa 160 mila unità tra paranze piccole, medie e barche d’altura e con decine di gigantesche navi fattoria, letteralmente fabbriche di cibo galleggianti che trasformano subito il pescato in confezioni da vendere nei mercati. Queste "brave persone ambientaliste" stanno arando nel vero senso della parola i fondali marini con reti che superano anche il Km di lunghezza.

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