a cura del Prof. Ezio Gagliardi

I vaccini per COVID 19 potranno evitare in tutta la popolazione mondiale un eventuale aggravamento dei sintomi?

In tutto il mondo centinaia di centri di ricerca stanno allestendo e testando i vaccini da utilizzare per neutralizzare la presenza del virus SARS-CoV-2 nella popolazione mondiale. Per questo motivo vi è una pressione tale che molti vaccini sono già in fase di sperimentazione clinica, con test preclinici di sicurezza ed efficacia ridotti, data la necessità di avere un vaccino prima possibile.

Sappiamo che gli anticorpi (proteine immunitarie che compaiono 15-21 giorni dopo un’infezione) si legano alle sostanze estranee (virus, batteri) impedendo loro di penetrare nelle cellule umane.
Nella situazione attuale, in piena pandemia, coloro che stanno mettendo a punto tali vaccini, stanno testando gli anticorpi prodotti, al fine di verificare se siano adatti a neutralizzare il SARS-CoV-2, al fine di poterli utilizzare nel più breve tempo possibile, data la necessità di poter contrastare in maniera efficace la diffusione del virus e raggiungere in maniera indiretta l’immunità di gregge.

Diversi scienziati della sanità pubblica e ricercatori stanno frenando tale entusiasmo, affermando che non si può arrivare ad un vaccino sicuro, fino a quando non si potrà escludere la possibilità che il vaccino stesso possa peggiorare la malattia.

Vediamo in che modo si può avere l’aggravamento:
a) Tipicamente SARS-CoV-2 e SARS-CoV si fanno strada nelle cellule attraverso un recettore “ACE2” che si trova sulla superficie cellulare. La maggior parte dei vaccini in allestimento producono anticorpi “neutralizzanti” contro le proteine virali, bloccando l’ingresso del virus attraverso il recettore “ACE2”.

b) In alcuni casi (1), come afferma Akiko Iwasaki (immunologa della Yale University) in un recente commento su “Nature Reviews Immunology”, “gli anticorpi possono aiutare un virus a invadere e depotenziare le cellule immunitarie che normalmente fagociterebbero neutralizzando il virus”.

c) Se gli anticorpi prodotti non sono presenti nella giusta concentrazione o sono poco legati al virus, possono peggiorare la malattia tramite un processo noto come potenziamento dipendente da anticorpi (Antibody-Dependent Enhancement, ADE). Nell’ADE, i virus rivestiti di anticorpi ottengono un ingresso tramite i recettori anticorpali presenti sui macrofagi e su altri membri della squadra di pulizia cellulare, bloccando le cellule stesse che avrebbero disgregato quei virus eliminandoli; inoltre questo processo può innescare una risposta infiammatoria pericolosa.

Dagli anni ’60, i test sui vaccini candidati per malattie come la dengue, il virus respiratorio sinciziale (RSV) e la sindrome respiratoria acuta grave (SARS) hanno mostrato un fenomeno paradossale: alcuni animali o persone che hanno ricevuto il vaccino e sono stati successivamente esposti al virus hanno sviluppato una malattia più grave di coloro che non erano stati vaccinati (4).

Un vaccino è progettato per aumentare la nostra risposta immunitaria naturale a un virus invasore.

Idealmente, il sistema immunitario risponde alla presenza di questi antigeni producendo speciali cellule immunitarie che attaccano direttamente l’agente patogeno o producendo proteine ​​chiamate anticorpi. Gli anticorpi si attaccano ad un antigene e attirano le cellule immunitarie che inglobano e distruggono il patogeno. Una risposta immunitaria sbilanciata può coinvolgere anticorpi o cellule immunitarie o entrambi.

I coronavirus (di cui il SARS-CoV-2) possono in alcuni casi utilizzare gli anticorpi come cavallo di troia, per infettare le cellule che dovrebbero neutralizzare il virus (Iwasaki).
Quali sono i dati che confermano tale ipotesi:

1) Alcuni animali immunizzati con vaccini contro SARS e sindrome respiratoria medio-orientale (MERS), hanno sviluppato la malattia in maniera grave.

2) In un’analisi effettuata su scimmie, pubblicata l’anno scorso su “JCI Insight”, alcuni ricercatori cinesi hanno dimostrato che gli anticorpi anti-SARS-CoV provenienti dal siero di animali vaccinati erano sufficienti a scatenare danni polmonari in un gruppo di animali non vaccinati.

3) Danni a fegato e polmoni causati da una reazione infiammatoria si sono verificati in animali infettati dal virus della SARS dopo la vaccinazione.

4) È stato segnalato ADE anche per un’infezione da coronavirus umano, la sindrome respiratoria acuta grave (SARS) (5).

Ritenendo vera tale ipotesi, l’ADE potrebbe essersi verificato anche nel caso del SARS CoV-2, innescata da una precedente esposizione ad altri coronavirus; sappiamo come l’ADE può modulare la risposta immunitaria, incrementando il processo infiammatorio e soprattutto le citochine, come documentato spesso nei casi più gravi nel CoViD-19 (6); sappiamo come l’ADE richiede una precedente esposizione a tratti antigenici identici di precedenti coronavirus, il cui contributo quindi non sarà stato uguale nelle diverse regioni del mondo; quindi un individuo, a parità di altre condizioni fisiche: genetica, immunità e assenza di malattie, con una precedente esposizione a coronavirus, con sequenze geniche e proteiche simili, es la proteina Spike, può scatenare l’aggravamento dovuto al fenomeno ADE.

Risulta chiaro che i vaccini per la CoViD-19 potrebbero innestare il medesimo meccanismo perverso nelle persone venute a contatto con coronavirus simili.

Coloro che stanno mettendo a punto i vaccini per la CoViD-19 conoscono bene il problema e lo stanno sperimentando su migliaia di persone; ma questo può essere sufficiente?
Si spera che tali vaccini vengano sperimentati soprattutto nelle zone dove il virus si è maggiormente diffuso.

Riferimenti:
1) Il potenziale pericolo di risposte anticorpali non ottimali in COVID-19 Immunology volume 20 , pagine339 – 341 ( 2020 ) Akiko Iwasaki &Yexin Yang.
2) Anti–spike IgG causes severe acute lung injury by skewing macrophage responses during acute SARS-CoV infection; Li Liu,1,2 Qiang Wei,3 Qingqing Lin,1 Jun Fang,1 Haibo Wang,1 Hauyee Kwok,1 Hangying Tang,1 Kenji Nishiura,1 Jie Peng,1 Zhiwu Tan,1 Tongjin Wu,1 Ka-Wai Cheung,1 Kwok-Hung Chan,1 Xavier Alvarez,4 Chuan Qin,3 Andrew Lackner,4 Stanley Perlman,5,6 Kwok-Yung Yuen,1 and Zhiwei Chen1,2First published February 21, 2019
3) Immunization with SARS Coronavirus Vaccines Leads to Pulmonary Immunopathology on Challenge with the SARS Virus. Chien-Te Tseng,Elena Sbrana,Naoko Iwata-Yoshikawa,Patrick C. Newman,Tania Garron, Robert L. Atmar,Clarence J. Peters,Robert B. Couch
4)↵SM Tirado , KJ Yoon , Anticorpo-dipendente valorizzazione di infezione da virus e malattie . Virun Immunol. 16 , 69 – 86 ( 2003).
5)Kam YW, Kien F, Roberts A, Cheung YC, Lamirande EW, Vogel. 2007; 25 (4): 729-40. [doi :.]. http://dx.doi.org/10.1016/j.vaccine.2006.08.011 PubMed
6)Jason A.Tetro Microbes and Infectio, is Covid-19 receiving ADE from other coronaviruses? Elsevier
7) Grafico: Collezione 2020 / 15-16 (https://smw.ch/issue/edn/smw.2020.1516)

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