a cura di Daniela Rosellini

I ricercatori dell’Università di Bristol, guidati da Julian Eastoe, hanno, già da qualche anno, creato un detergente per ripulire il mare dagli sversamenti petroliferi. Si tratta di un sapone sensibile al campo magnetico, da usare in caso di disastri ambientali, come, ad esempio, quello all’isola del Giglio, dopo il naufragio della Costa Concordia. Ma sono possibili anche applicazioni nel settore industriale, in quanto la reattività agli stimoli esterni di questi nuovi tensioattivi consente di sfruttare tutta una serie di proprietà.

Sull’argomento riportiamo alcune note tecniche riferite, a suo tempo, dal “Corriere della Sera”: “PER RIMUOVERE IL PETROLIO: Simile ad una comune saponetta, ma con l’aggiunta di atomi di ferro, questa sostanza forma minuscole particelle che possono essere facilmente rimosse magneticamente. Il sapone speciale possiede molecole dalle estremità opposte: una attratta dall’acqua, l’altra respinta. La sua azione “detergente” deriva dalla capacità di allegare superfici sporche e oleose con le molecole che respingono l’acqua e di aggregarsi in minuscole gocce. Per essere utilizzato nelle bonifiche degli sversamenti di petrolio in mare, però, il materiale deve essere anche facilmente rimovibile. E qui nasce l’idea dei ricercatori, che si sono ispirati al gesto che facciamo con una calamita quando raccogliamo un ago da terra. Così gli studiosi hanno aggiunto ferro ai tensioattivi composti di ioni cloruro e bromuro, del tutto simili a quelli che si possono trovare nelle nostre case, come ha spiegato Eastoe alla BBC.”

inquinamento petrolio in mare

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