Ricerca storica-antropologica di Accademia Kronos sull’origine dell’attuale crisi ambientale e climatica

a cura di Filippo Mariani

In tutto l’attuale “sfacelo” ambientale e climatico ci si chiede se il corrente modello di società, reo di quanto sta accadendo, sia l’unica strada percorribile dall’umanità o se invece esistano altri percorsi capaci di scongiurare tale profonda crisi ambientale.

Personaggi di alto valore intellettuale, filosofi e storici (di ieri e di oggi) ci dicono che esistono alternative alla società consumistica e aggressiva nei confronti dell’ambiente. Già a partire della nostra era industriale qualche intellettuale proponeva forme di società e di sviluppo alternativo, vedi il socialismo e poi il comunismo, che, comunque, alla fine hanno dimostrato anche loro profondi limiti. Tra tutte le altre formule sociali alternative proposte, primeggia comunque la filosofia di Erich Fromm: “Essere o Avere”. Oggi abbiamo capito che la nostra è solo la società dell’avere e, quindi, della sistematica e continua distruzione della nostra stessa casa: l’ambiente.

E’ possibile a questo punto invertire marcia? I grandi cambiamenti tanto necessari per invertire la marcia verso il baratro, ormai si possono fare solo a parole, attraverso conferenze o trattati, ma nulla più. La nostra società si è talmente “incartata” che è quasi impossibile portarla su una strada diversa. Dobbiamo purtroppo prendere atto che questa macchina di degrado del clima e dell’ambiente è come un grande volano, una volta attivato non si ferma più.

Noi di Accademia Kronos, dopo svariati anni di studi, spedizioni all’estero ed esperienze, nel tentativo di capire il perché di tale situazione ambientale e climatica critica, oggi abbiamo capito che le possibilità di recupero sono armai limitate. L’ultimo rapporto dell’IPCC, presentato a Ginevra alcuni giorni fa, avvalora questa tesi.

Ma quando e dove è scoccata la “scintilla” che ha determinato questa situazione. Vediamo allora di cercare nell’archivio del tempo per capire.
Molti storici danno per scontato che l’inizio è da ricercarsi nell’era industriale, a partire dall’invenzione della propulsione esotermica a vapore per arrivare all’era dei combustibili fossili. Altri si avventurano ancora indietro nel tempo facendo iniziare la crisi ambientale e climatica addirittura all’impero romano.

Noi di Accademia Kronos invece andiamo ancora più indietro nel tempo, all’origine delle prime civiltà dell’uomo, all’incirca intorno al 6-5 mila a.C. Ci si dice che la grande rivoluzione culturale dell’uomo iniziò in Europa, una rivoluzione che nei millenni ha gettato le basi della società che stiamo vivendo. (Molti però pensano che l’origine delle grandi civiltà sia iniziata ancora prima e in particolare in Mesopotamia). In questo breve articolo ci occuperemo delle civiltà del Mediterraneo e del nord Europa. Stiamo parlando delle civiltà Matriarcali Mediterranee dove era la donna e non l’uomo a gestire le società di allora. Esempi luminosi sono i ritrovamenti neolitici delle statuette della Dea madre in alcune caverne europee, mentre più significativi sono i resti archeologici di Çatal Hüyük in Turchia e dei templi dedicati alla dea madre a Malta (circa 10.000 anni fa).

A sinistra foto della Dea Madre rinvenuta in un tempio di Çatal Hüyük e a destra la ricostruzione grafica della città

Secondo i più accreditati antropologi, in particolare lo scienziato Johann Jakob Bachofen, il matriarcato fu l’organizzazione originale dell’umanità, e solo più tardi venne sostituita dal patriarcato. I primi esempi di società matriarcali si fanno risalire all’inizio del neolitico, circa 15.000 anni fa. La donna, quale generatrice della vita, era ritenuta una figura importante e, pertanto, riconosciuta come capo supremo. In quello stesso periodo si era scoperta l’agricoltura e l’addomesticamento degli animali per cui si erano formati i primi insediamenti umani stabili. Il matriarcato pertanto incarnava una società tranquilla e pacifica dedita all’agricoltura e all’addomesticamento degli animali.

In quello stesso periodo a nord del Mediterraneo nel bacino del Volga, nella Russia europea e nel Mar Nero era presente una popolazione patriarcale, la civiltà dei Kurgan, in cui il dominatore assoluto non era più la donna, ma l’uomo. Un popolo che per quei tempi potremmo definire guerriero, dedito quasi esclusivamente alla caccia e alla pastorizia, sostenuto alimentarmente dalla carne animale e dai frutti della natura, quindi ancora in parte frugivoro e raccoglitore. Ad un certo punto, all’incirca 13.000 anni fa, l’emisfero nord della Terra subì un fortissimo raffreddamento climatico (Younger Dryas) e molte terre si coprirono di ghiaccio, il tutto durò circa 1.300 anni (*). Questa nuova, se pur breve, era glaciale obbligò popolazioni situate più a nord rispetto al Mediterraneo ad emigrare, nella ricerca di terre libere dal ghiaccio.

Inevitabilmente la civiltà patriarcale e violenta dei Kurgan venne in contatto con quella pacifica del Matriarcato, gioco forza in pochi secoli la cultura matriarcale fu spazzata via. E’ al suo posto nacquero gli Achei, gli Etruschi, i Fenici, ecc. ecc. “Un regalo”, si fa per dire, venuto dallo spazio che ha modificato profondamente il clima terrestre permettendo a tribù guerriere e assassine di azzerare civiltà pacifiche.

Si ipotizza che da quel momento la cultura dell’ESSERE (in parte rimasta in alcune aree geografiche dell’Oriente) lasciò il posto alla cultura dell’AVERE, di cui ancora oggi ci nutriamo.
Ecco quindi, secondo noi, da dove è partita la cultura dell’avere che ha generato nei millenni le società che oggi governano il pianeta e che minacciano tutti gli equilibri della natura e del clima terrestre.

(*) Circa 12.800 anni fa, il pianeta Terra ha attraversato un breve periodo di freddo non correlato con nessuna era glaciale. Oggi si sa che tale periodo fu probabilmente causato da un asteroide o una cometa che, sgretolandosi nell’alta atmosfera, provocò una pioggia di frammenti e pulviscolo, provocando forti variazioni climatiche (nota come la teoria dell’impatto cosmico del Dryas recente).

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