L’ultimo censimento scientificamente valido è di circa 15 anni fa, in cui parteciparono: L’Università di Barcellona e l’Istituto di ricerche oceanografiche Tethys. Allora si calcolò che nel periodo primavera/estate nell’Area di Pelagos (Santuario dei Cetacei) le presenze erano stimate in 830 balenottere comuni e 32.800 delfini (stenelle in prevalenza). Da ciò fu dedotto che in tutto il bacino del Mediterraneo i grandi cetacei stanziali superavano le 1000 unità. Tra il 2008 e 2010 però Greenpeace si impegnò in un nuovo censimento sommario da cui emersero dati allarmanti: la popolazione dei mammiferi marini in 10 anni era diminuita del 30%.

Nel Mediterraneo si possono incontrare 21 specie di cetacei, delle quali otto sono specie residenti e di osservazione regolare, mentre le altre 13 sono di comparsa occasionale in quanto rappresentate da individui che di tanto in tanto entrano nel Mediterraneo (soprattutto dall’oceano Atlantico e un po’ meno dal mar Rosso). In generale, balene e delfini sono più abbondanti nelle zone occidentali e centrali del bacino, più vicine all’oceano Atlantico, mentre si fanno più rari nella zona orientale e nel mar Nero.

Balenottera comune

Balenottera comune (Balaenoptera physalus)

LE SPECIE

Sono regolarmente presenti nel Mediterraneo due specie di enormi dimensioni, la Balenottera comune e il Capodoglio, tre specie di delfini (Delfino comune, Tursiope e Stenella striata) e tre specie poco conosciute di dimensioni intermedie (Grampo, Globicefalo e Zifio).

Balenottera comune (Balaenoptera physalus)
Con 24 m di lunghezza è il gigante dei nostri mari nonché l’unico misticeto (balena con fanoni) che si riproduce nel Mediterraneo. E’ comune nei bacini occidentale e centrale, con una concentrazione estiva nel bacino Ligure-Corso-Provenzale. Vive in acque profonde (400 – 2.500 m) nutrendosi di minuscoli gamberetti.

Capodoglio (Physeter macrocephalus)
Lungo fino a 18 m. Si osserva in tutto il bacino del Mediterraneo, soprattutto in aree di scarpata continentale dove il fondale precipita bruscamente verso grandi profondità. E’ in grado di immergersi per oltre 2 ore raggiungendo i 2.000 m di profondità alla ricerca di calamari.

Delfino comune (Delphinus delphis)
Lungo 2 m, si osserva sia in mare aperto che in prossimità della costa. Vi sono popolazioni isolate a nord della Sardegna, nel Tirreno meridionale, Canale di Sicilia, Ionio orientale ed Egeo settentrionale. Si nutre soprattutto di pesci.

Stenella striata (Stenella coeruleoalba)
Lunga 2 m. Il più comune cetaceo di alto mare, diffuso da Gibilterra al mare Egeo e al bacino di Levante. Vive nelle acque profonde al di là della piattaforma continentale nutrendosi di pesci, cefalopodi e crostacei planctonici.

Tursiope (Tursiops truncatus)
Lungo 3 m. E’ il cetaceo più comune vicino alla costa, dove si osserva in piccoli gruppi isolati. Specie molto adattabile, si nutre principalmente di pesci ma anche di cefalopodi e crostacei secondo la disponibilità.

Globicefalo (Globicephala melas)
5-6 m di lunghezza. Specie di acque profonde, è presente nella porzione occidentale e centrale del Mediterraneo, probabilmente del tutto assente in quella orientale. Si nutre di calamari.

Grampo (Grampus griseus)
Lungo 3,5 m. E’ comune da Gibilterra al mare Egeo. Specie di alto mare, spesso in corrispondenza della scarpata continentale e di canyon sottomarini. La preda preferita sono i calamari.

Zifio (Ziphius cavirostris)
Lungo 6 m. Diffuso in tutto il bacino ma piuttosto raro. Frequenta le acque profonde e la scarpata continentale, con una predilezione per le acque soprastanti i canyon sottomarini. E’ un predatore opportunista che nel Mediterraneo si nutre soprattutto di calamari.

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