Questo mattone è lo smog che respiro

Questo mattone è lo smog che respiro

a cura del Prof. Luigi Campanella

Lo ha creato Wang Renzheng condensando le sostanze inquinanti raccolte con un aspirapolvere nell’aria di Pechino il suo appello è: “smettiamola di sprecare le risorse naturali”.

L’aria che abbiamo respirato nelle nostre città negli ultimi mesi, per quanto inquinata, è praticamente quella di un bosco di montagna se paragonata alla “nube tossica” che avvolge Pechino. Nella capitale cinese il livello di polveri nell’aria tocca i 500 microgrammi per metro cubo. Per dare l’idea, la soglia di sicurezza fissata dall’Organizzazione mondiale della sanità è di 25 microgrammi!

Ciclicamente, oltre alla chiusura di fabbriche, aziende e scuole, sono praticamente vietate le attività all’aperto. Per chi è obbligato ad uscire, si raccomanda l’utilizzo di una protezione totale per il corpo e il viso: la mascherina bianca con l’elastico, quella con cui ci siamo abituati a pensare ai cinesi in bicicletta.

Armato di un aspirapolvere industriale, non così diverso da quelli che utilizziamo nelle nostre case, Wang Renzheng ha girato per le strade di Pechino. Cento giorni, quattro ore al giorno con l’elettrodomestico acceso. Dust Project, progetto polvere: condensando le polveri raccolte nell’atmosfera, Wang è stato in grado di creare addirittura un mattone. Uno di questi, secondo i suoi calcoli, è l’equivalente di quanto respirano 62 persone in un solo giorno!

dust project

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