a cura di Andrea Barolini

Uno studio lancia l’allarme sulle condizioni della calotta glaciale in Antartide: «La fusione è sei volte più rapida rispetto a 40 anni fa».

La fusione annuale della calotta glaciale in Antartide non è mai stata così veloce. Il processo di scioglimento dei ghiacci nell’oceano australe è infatti sei volte più rapido rispetto a quarant’anni fa. Ciò sta già contribuendo in modo determinante alla crescita del livello dei mari in tutto il mondo.

252 miliardi di tonnellate di ghiaccio si sciolgono ogni anno

A rivelarlo è un rapporto dell’Accademia americana delle scienze (Pnas, Proceedings of the national academy of sciences), pubblicato lunedì 14 gennaio. Secondo l’analisi, il restringimento della calotta antartica è già responsabile di un aumento di 1,4 centimetri del livello degli oceani, relativamente a quanto registrato tra il 1979 e il 2017. Ora questo aumento ha da un anno un’ulteriore fase di accelerazione.
Per ottenere questi risultati, gli scienziati hanno effettuato la valutazione più approfondita mai realizzata della massa glaciale, in diciotto regioni dell’Antartide. A tal fine, sono state utilizzate fotografie ad altissima risoluzione scattate da aerei della Nasa, nonché immagini radar provenienti da satelliti di numerose agenzie spaziali.

Intaccata anche la calotta orientale, considerata meno esposta

Il tutto ha permesso di determinare che, nel periodo tra il 1979 e il 1990, la perdita media è stata di 40 miliardi di tonnellate di ghiaccio all’anno. Mentre nel periodo tra il 2009 e il 2017 il dato è cresciuto a dismisura, arrivando a toccare i 252 miliardi di tonnellate.
Ma non è tutto: un altro elemento d’inquietudine è legato alla porzione orientale della calotta, un tempo considerata “al riparo” dai cambiamenti climatici. Ebbene, secondo gli autori dello studio anche questa area ha contribuito alla perdita complessiva di massa glaciale. Per comprendere le dimensioni in questione, basti pensare che l’Antartico orientale rappresenta la più importante riserva mondiale di acqua dolce.

Se si sciogliesse l’intera calotta, il livello dei mari salirebbe di 57 metri

Un suo completo scioglimento provocherebbe una crescita del livello dei mari di 52 metri. Che, aggiungendo anche i cinque dipesi dalla porzione occidentale della calotte, porterebbero il totale a 57 metri.
Ma già una crescita di soli 1,8 metri entro la fine del secolo, non esclusa dalle previsioni scientifiche, provocherebbe l’inondazione di intere regioni costiere e costringerebbe milioni e milioni di persone a fuggire.

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