a cura del Prof. Luigi Campanella

Il sistema di allerta alimentare europeo, a cui partecipano la Commissione Europea, l’EFSA (Autorità per la Sicurezza Alimentare) e gli Stati Membri dell’Unione ha redatto una relazione per informare i cittadini sul rischio legato al consumo di cibo contaminato da metalli pesanti. Questi (come As, Cd, Pb, Hg) esistono in natura e possono trovarsi nel terreno, nell’acqua, nell’atmosfera e nei cibi come residui già presenti nell’ambiente. Ma a causa di industria e gas di scarico, oltre ad inquinamento degli allevamenti e contaminazione durante i processi di lavorazione e conservazione, sovraespongono i cittadini europei al rischio di ingerire cibi ed acqua contaminati, con accumulo di tossici e relativi danni. Nel periodo 2015-18 ci sono state 617 notifiche riguardanti prodotti con presenza di metalli in eccesso.

L’Italia è il Paese con il più alto numero di notifiche (299), ma soltanto poche (16) riguardano prodotti italiani, la massima parte riguardando prodotti di importazione. Il mercurio con 422 notifiche è l’elemento maggiormente rinvenuto al di sopra della soglia di allerta in Europa, seguito da Cd (Cadmio) e Pb (Piombo). L’analisi per categoria indica come siano i pesci la maggior fonte di metalli pesanti a livello europeo.

Numeri importanti relativi dei lotti notificati sono:
209 per il Hg (Mercurio) per i prodotti provenienti dalla Spagna;
29 per il Cd (Cadmio) dall’ India;
8 per lo Zn (Zinco) dagli USA.

Gli integratori alimentari presentano il maggior numero di elementi chimici rinvenuti (particolarmente presenti Zn e Hg).Da segnalare il caso del latte di pecora la cui assunzione, collegata al suo uso per produrre formaggio prodotto in Italia e commercializzato in Croazia e Germania, viene ritenuta un rischio grave per la salute per l’alto contenuto di Piombo.

Le conclusioni del Rapporto sono il suggerimento ai cittadini a documentarsi, l’ammonizione per bambini e donne incinte ad astenersi da consumare certi alimenti particolarmente inquinati come pesce spada, calamari, verdesca; a guardare con attenzione i prodotti ittici spagnoli, indiani vietnamiti e tunisini, in quanto ad essi sono collegati i maggiori livelli di rischio.

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