L’allarme clima parte dal Polo Nord: la stratosfera sopra la calotta polare artica si starebbe riscaldando di ben 10-40° C. Lo riporta Il Giornale, secondo cui la temperatura attuale dello strato di atmosfera che sovrasta il Polo, normalmente compresa tra i 50 e gli 80 gradi sottozero, per la fine di gennaio sarebbe passata a soli 40 gradi sottozero!

Un fenomeno significativo, che potrebbe alterare completamente l’equilibrio del vortice polare e di conseguenza il clima in Europa. Infatti l’espansione del vortice polare verso sud influenza profondamente le condizioni meteorologiche della parte settentrionale di Europa, Asia e Nord America. Se la previsione di un forte riscaldamento della stratosfera polare fosse confermata e stabile, si verificherebbe una destrutturazione su tutta la colonna del vortice polare.

Le conseguenze? Il riscaldamento della calotta porterebbe al decentramento delle aree più fredde verso l’artico europeo. Secondo i meteorologi dunque dopo l’inizio di febbraio anche l’Europa potrebbe essere colpita da una tempesta di neve, simile a quella che si è verificata negli Stati Uniti.
Non è ancora chiaro su quale zona dell’Europa potrebbe scatenarsi il grande freddo: gli scienziati sono invece più sicuri sulle date, comprese tra l’inizio e la seconda decade di febbraio.

Calotta polare

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La rituale disamina della stima delle temperature medie globali dell’anno passato, mediante l’analisi dei dati grezzi e grigliati, mostra come il 2017 non abbia battuto il record stabilito un anno prima dal 2016, ma ci sia andato comunque molto vicino. Infatti, nella classifica degli anni più caldi, il 2017 si colloca al secondo posto sopra il 2015, con valore di anomalia, + 0,51o °C rispetto al periodo 1981-2010, +1o °C rispetto all’inizio del secolo.

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