a cura di Ennio La Malfa

3000 anni fa sul frontone del tempio di Apollo a Delfi c’era scritto: “γνώθι σαυτόν” Conosci te stesso, era questa la risposta all’uomo che chiedeva di sapere chi era, da dove veniva e dove sarebbe andato. Questo è quello che abbiamo appreso al liceo, ma non ci è stato mai detto che sul frontone c’era scritto anche dell’altro e cioè: conosci te stesso e conoscerai l’universo e gli dei. Perché ci è stato “nascosto”? Forse qualcuno ha sempre cercato di nasconderci la verità e questo per essere ben indottrinati su canali prestabiliti.

Non è comunque una nostra prerogativa esclusiva cercare le “alternative”, le vie della verità nascosta. Già nel passato qualcuno si poneva i nostri stessi interrogativi. Già all’epoca dello storico Giuseppe Flavio, ma ancora prima, gruppi intellettuali avevano intrapreso strade diverse; gruppi poi trasformati in movimenti segreti, in sette, ecc. Queste persone, profondamente sensibili e colte, si riunivano in gruppi per discutere l’origine dell’uomo e di ogni cosa che ci circonda. Sette che successivamente il Cristianesimo ed altre confessioni religiose definirono eretiche e quindi combattute, tra queste a noi ora interessa Il movimento degli “spirituali” poiché ne faceva parte il grande maestro Michelangelo Buonarroti.

Questo grande maestro, poeta, pittore, scultore ed architetto, apparteneva ad una famiglia illustre fiorentina e per questo ben acculturato e facilitato ad entrare da giovinetto nelle migliori botteghe d’arte dell’epoca. Per il suo talento e per le sue affascinanti opere, soprattutto scultoree, divenne presto un personaggio ambito da tutte le corti nobili dell’epoca, e in particolare dal Vaticano. Nonostante i vertici del Vaticano sospettassero la sua appartenenza a gruppi eretici, per la sua grande dote d’artista fu da Paolo IV incaricato a realizzare quello che oggi è il capolavoro della Cappella Sistina. Ovviamente venne “minacciato” di non uscire fuori dai rigorosi canoni della Chiesa Cattolica. Michelangelo acconsentì, ma ai seguaci del movimento degli spirituali, promise che comunque avrebbe lasciato dei segnali enigmatici per l’uomo contemporaneo e futuro. E così probabilmente fu!

A parte le nudità degli affreschi rappresentati dal maestro Michelangelo che i “saggi” del Vaticano fecero coprire successivamente da un altro artista con i famosi “mutandoni”, i cosiddetti messaggi eretici per alcuni secoli non furono individuati né compresi e, quindi non furono cancellati. Arriviamo così ai primi del ‘900 dove alcuni cardinali finalmente si accorsero dei “segni eretici” di Michelangelo, ma ciononostante non li fecero rimuovere. Poi con il recente restauro che ha riportato i colori originali di Michelangelo, questi particolari sono diventati più evidenti, ma comunque (come avevano intuito i cardinali che li avevano scoperti per primi) nessuno se ne era accorto… questo fino ad oggi. Qualche occhio esperto li ha individuati e “segretamente” ha cominciato a farli conoscere agli altri. E questo ora è l’informazione che vi trasmettiamo. I messaggi nel capolavoro della Cappella Sistina sono almeno 4, ma noi ci concentreremo sul più importante, tralasciando, ad esempio, l’affresco che rappresenta la tentazione del serpente ad Eva. Ci soffermiamo, quindi, sull’affresco che rappresenta la creazione dell’uomo da parte di Dio.

Se avete un buon occhio osservatore sicuramente avrete notato alcuni aspetti anomali, intanto il mantello di Dio, secondo gli esperti rappresenterebbe il cervello dell’uomo, fino a qui nulla di eccezionale, questo particolare era stato già individuato e studiato a partire dagli anni ’70. Quello che invece potrebbe far rivedere completamente la Bibbia è l’ombelico di Adamo e, cosa ancora più sconvolgente, l’ombelico che si distingue sotto i veli che coprono il corpo di Dio.

Il senso di questo “messaggio” potrebbe essere così letto: gli ombelichi delle due figure potrebbero dire che questi corpi sono stati generati dentro il ventre di due donne. Se si fosse trattato del primo uomo non generato da una donna, Adamo, non avrebbe dovuto avere l’ombelico e, cosa ancora più evidente, neppure Dio, essere eterno non generato, ma sempre esistito, non avrebbe dovuto avere alcun ombelico!

Il mantello che rappresenta il cervello potrebbe voler dire che alla fine il vero Dio è in noi stessi, dentro di noi, come 3000 anni fa era scritto sul frontone del tempio di Apollo a Delfi. E allora? Lascio a voi le considerazioni e la cosidetta “ardua sentenza”.

Articoli correlati

COMMENTA

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.