Nella foto sopra un pangolino, mammifero del genere Manis seriamente minacciato dal commercio illegale.

a cura di MARTA FRIGERIO (fonte: RivistaNatura.com)

Il Pianeta rischia di perdere 16 specie nel 2020. È questo quanto emerge dalla mappa dell’estinzione del WWF, che ha stilato la classifica delle specie maggiormente a rischio.
Nella lista ci sono la vaquita, di cui rimangono solo poche decine di individui, ma anche il pangolino cinese, che ha visto declinare la propria popolazione del 90% in appena mezzo secolo!

Quali sono le specie a rischio
Queste le specie che il WWF ha dichiarato a rischio: lupo rosso, orso marsicano, abete di Nebrodi, cavallo di Prezwalski, pangolino cinese, leopardo dell’Amur, rinoceronte di Sumatra, gipeto, kouprei, aquila del Bonelli, vaquita, bradipo pigmeo, lucertola delle Eolie, chiurlottero, madrepora oculata, ara golabu.

Un pianeta da salvare
Secondo il WWF, dal 1970 al 2012 l’uomo ha determinato il calo del 58% dell’abbondanza delle popolazioni di vertebrati terrestri e marini.
Non solo: l’azione umana ha amplificato di mille volte il normale tasso di estinzione delle specie sulla Terra. «Abbiamo il dovere di accendere i riflettori sul rischio di estinzione di alcune specie preziose e chiamare tutti a raccolta per combattere le minacce che rischiano di cancellare tesori di biodiversità in Italia e nel Mondo – ha spiegato Donatella Bianchi, la presidente del WWF Italia –. Le specie su cui si concentra l’attenzione di questo nostro report sono gli “ambasciatori” di un percorso di estinzione che è arrivato, purtroppo, quasi a termine e per le quali non c’è più tempo da perdere».

La situazione in Italia
Anche nel nostro Paese ci sono specie fortemente minacciate. È il caso dell’orso marsicano, di cui oggi ne restano poche decine di esemplari, o dell’aquila del Bonelli (40 coppie); anche il gipeto è minacciato (sono una decina di coppie restano in Italia e meno di 10.000 in 3 continenti: Asia, Africa ed Europa), così come la lucertola delle Eolie, della quale ne restano un migliaio di individui. Stessa sorte incerta per una specie arborea endemica delle montagne siciliane, l’abete dei Nebrodi.

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3000 anni fa sul frontone del tempio di Apollo a Delfi c’era scritto: “γνώθι σαυτόν” Conosci te stesso, era questa la risposta all’uomo che chiedeva di sapere chi era, da dove veniva e dove sarebbe andato. Questo è quello che abbiamo appreso al liceo, ma non ci è stato mai detto che sul frontone c’era scritto anche dell’altro e cioè: conosci te stesso e conoscerai l’universo e gli dei. Perché ci è stato "nascosto"? Forse qualcuno ha sempre cercato di nasconderci la verità e questo per essere ben indottrinati su canali prestabiliti.

Una bella soddisfazione per gli amici di Accademia Kronos Rimini, che sono stati incaricati con ordinanza sindacale dal Comune di Santarcangelo di Romagna di controllare, durante i tre giorni di fiera, che tutti gli stand e gli ambulanti in genere usino (come da regolamento di quest’anno suggerito e sollecitato dai responsabili di Accademia Kronos Rimini), solo prodotti biodegradabili, nonché obbligati ad effettuare la raccolta differenziata per i relativi rifiuti.

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