Adesso la terra avrà una nuova Luna: un piccolo asteroide catturato dalla forza d’attrazione della Terra, costretto a ruotare intorno a noi… scopriamo come sia possibile.

Ad aprile la Nasa ha scoperto che la terra ha una nuova “piccolo satellite naturale”. La scoperta avviene grazie all’utilizzo del Pan Stars 1, ossia una sorta di telescopio di grandi dimensioni che ha il preciso compito di sorvegliare tutti i corpi celesti situati nella grande fascia asteroidale situata tra Marte e Giove e comunicare eventuali corpi in avvicinamento. Questo gigantesco telescopio è stato in grado di notare la presenza di un asteroide di dimensioni che si aggirano tra i 100 metri di diametro circa. L’asteroide iniziava ad orbitare nei dintorni della Terra mantenendosi però sempre a debita distanza, a circa 9 milioni di chilometri.

La notizia non è stata subito pubblicata né sui giornali né sulle televisioni locali perché l’agenzia spaziale statunitense, prima di divulgare la cosa, ha voluto studiare tutto ciò che riguardava questa nuova presenza per essere sicura che la sua orbita fosse davvero stabile intorno alla Terra. Gli scienziati della Nasa, in seguito alla divulgazione della scoperta, hanno dichiarato che per noi la nuova Luna non rappresenta in alcun modo una fonte di pericolo. L’istituzione si è quindi subito preoccupata di rassicurare l’opinione pubblica, escludendo categoricamente la possibilità di un futuro impatto che avrebbe portato danni più o meno catastrofici.

Hanno spiegato che la forza di gravità terrestre, (ovvero la forza che attrae verso la superficie tutti i corpi celesti, come gli asteroidi , siti nelle vicinanze del pianeta Terra) di cui subisce gli effetti, gli impedisce sia di raggiungere la velocità di fuga necessaria per abbandonare l’orbita acquisita ormai da tempo finendo per andare alla deriva nello spazio, sia di avere effetti anche sull’avvicinamento di 2016 ho3 (il nome dato dalla Nasa alla nostra nuova Luna) al nostro pianeta. In pratica grazie alla forza di gravità non gli è permesso di avvicinarsi a una distanza inferiore a trentotto volte quella che intercorre tra la Terra e il nostro satellite naturale.
Quindi l’asteroide si troverebbe intrappolato in una sorta di “lotta” tra due grandi forze, una è la sua velocità di fuga che cerca di spingerlo lontano, e la nostra forza di gravità che contribuisce a farlo rimanere in orbita. In questo modo il corpo celeste potrebbe rimanere diversi secoli a farci compagnia, continuando a ruotare intorno a noi come fa la Luna da svariati milioni di anni, diventando a tutti gli effetti una sorta di satellite naturale, o un quasi-satellite, definito così dagli scienziati responsabili della grandiosa quanto inaspettata scoperta.

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