a cura di Filippo Mariani

Accademia Kronos intende sostenere l’azione del sindaco Mario Scarnati di Fabrica di Roma sull’uso e detenzione dei prodotti fitosanitari e dei concimi di natura chimica, tanto da avergli messo a disposizione i propri scienziati e la propria rete legale.

Accademia Kronos, che sin dal 1980 ha sempre cercato di limitare l’aggressione chimica dei noccioleti intensivi soprattutto nel comprensorio Capranica – Ronciglione – Caprarola, oggi plaude il coraggio di quel sindaco che dice finalmente “basta” a questo continuo avvelenamento dei suoli e delle acque per il solo profitto di pochi contro il diritto alla salute di tutti i cittadini della Tuscia.

Per questo ha deciso di scendere in campo sostenendo il sindaco Scarnati nella sua convinta azione di tutela del diritto alla salute per i cittadini e anche di tutti gli animali, soprattutto volatili, che ogni giorno cadono vittime dei veleni irrorati nelle coltivazioni di nocciole.

Un paio di mesi fa alcuni funzionari di Accademia Kronos chiesero ad un paio di coltivatori di noccioleti intensivi perché avessero abbandonato le tecniche biologiche e fossero passati a quelle chimiche.

La risposta fu agghiacciante: “Perché – risposero – alla Ferrero le nocciole dovevano avere delle caratteristiche tali che l’agricoltura biologica non poteva dare, per cui solo con la chimica questo era possibile”.

Un anno fa la direzione nazionale di Accademia Kronos invitò allora la Ferrero ad un incontro con esperti del settore, scienziati ambientalisti e sanitari, per trovare una qualche forma di tutela ambientale e sanitaria anche per gli stessi agricoltori della Tuscia. La risposta deve ancora arrivare.

In quasi due anni Accademia Kronos ha collaborato con l’Esa, il Cnr e l’Istituto Superiore di Sanità nel monitorare, attraverso l’ausilio di satelliti e di esami tradizionali, le acque dei laghi di Castel Gandolfo e di Vico.

Al momento della Salute dei propri cittadini non risulta preoccupato solo il sindaco Mario Scarnati , ma anche quelli dei comuni del lago di Bolsena (con le loro recenti ordinanze) ed ancora i sindaci di Gallese, Nepi e Ronciglione.

Non appare allora corretto dire, che è in atto una serie di attacchi mediatici da parte di isolati ambientalisti, quando appare evidente una crescente presa di coscienza da parte di un numero sempre maggiore di cittadini ed amministratori pubblici.

Nel recentissimo convegno sull’espansione dei noccioleti intensivi su tutta la Tuscia, tenuto recentemente a Viterbo nell’ambito dell’evento di Caffeina, molti relatori hanno denunciato il rischio dello stravolgimento del paesaggio viterbese a causa della monocoltura dei noccioleti; monocoltura che in molte aree del pianeta – hanno detto i relatori – alla fine ha prodotto solo il deserto.

Pieno sostegno quindi da parte dell’associazione Accademia Kronos a quei sindaci – come Scarnati Mario – che hanno iniziato a contrastare questa silenziosa e massiccia trasformazione delle vecchie e ridenti campagne della Tuscia in un’infinita fila di “arbusti industriali”.

Soluzioni a tutto questo? L’iniziativa del prefetto di Viterbo di costituire un tavolo tecnico di studio per affrontare il problema, senza lacerazioni sociali, va nella direzione giusta, sempre che sua eccellenza, oltre ad invitare i diretti interessati all’industria del nocciolo, si premuri di far partecipare anche le associazioni del territorio che per Statuto si pongono il fine di tutelare il diritto alla salute dei cittadini.

Accademia Kronos è ente di tutela del territorio riconosciuto dal Ministero dell’Ambiente, ha un rapporto diretto e costruttivo su tutto il territorio nazionale con i Carabinieri Forestali, dispone nel suo comitato scientifico di esperti di ogni settore. Vanta svariate sezioni sul territorio nazionale, è costantemente impegnata con la propria rete legale di avvocati presenti in ogni sezione – coordinati dal responsabile nazionale Avv. Ottavio M. Capparella di Viterbo – a sostenere anche nelle aule di giustizia le ragioni di quel diritto alla salute che la nostra Costituzione prevede e sancisce come insopprimibile e prioritario rispetto ad ogni profitto (di pochi) a volte ricercato anche in contrasto con le norme esistenti.

Per questo ritiene di poter dare il proprio contributo alla lodevole iniziativa del tavolo di studio intrapresa dal prefetto di cui ancora – pensiamo per mera dimenticanza – non è stata ammessa a farne parte.

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