Leggendo gli articoli e le opinioni che impazzano su riviste e social sul tema dell’ emergenza climatica si ha l’impressione che non solo ci sia una gran confusione, ma che si cerchi di attribuire colpe a chi non ne ha, assolvendo chi ha invece la responsabilità di averci fatto raggiungere un punto, molto vicino, a quello di non ritorno. Una sorta di guerra fra generazioni, dove i meno giovani se la prendono con i ragazzi dei "Fridays For Future", colpevoli forse di ricordargli che l’aver sottovalutato la situazione non è stata cosa prudente.

Gli Italiani sono sempre più amici degli animali e sensibili alle tematiche ambientali. Lo dimostra il boom di petizioni online sull’argomento, che si possono firmare tramite vari siti come: www. firmiamo.it, www.lav.it, www.change.org, www.animalisti.it, www.avaaz.org, www.petizioni24.com, ecc. Tali siti danno la possibilità di intervenire contro la crudeltà nei confronti degli animali e in loro difesa, e rilevano l’aumento sia degli argomenti affrontati, sia delle firme raccolte.

Durante il suo recente viaggio in Messico, Papa Francesco, a San Cristobal de Las Casas, in Chiapas, ha celebrato una messa appositamente per le comunità indigene. I nativi, riuniti nel Centro Sportivo Municipale, erano in cinquantamila, la maggior parte dei quali, arrivata la notte prima, aveva viaggiato per ore per poi dormire all’aperto. Ma il Papa li ha subito gratificati officiando anche nelle loro lingue: tseltal, ch'ol e tzotzil.