Non solo dall’Africa ci giungono le minacce dei terroristi islamici, lo sbarco infinito di migranti, le ondate di calore, ora anche la Aethina tumida, un coleottero specializzato nel distruggere gli alveari. Tempi duri, anzi durissimi, per le nostre api che debbono vedersela, oltre che con i veleni sparsi nelle campagne, con funghi parassiti e con i cambiamenti climatici, ora anche con un insetto definito dagli apicoltori il "killer degli alveari".

E’ ormai noto come, a causa dei pesticidi chimici, le api siano già in forte declino... e a farne le spese sono l’ambiente, il nostro cibo e l’agricoltura. Un recente studio ha mostrato che gli insetticidi "neonicotinoidi" sono pericolosi non solo per le api, ma anche per farfalle, bombi, insetti acquatici e uccelli, con possibili ripercussioni su tutta la nostra catena alimentare.

Nell’applicazione delle nuove tecniche di coltivazione agricola, a partire dagli anni '50, non si è tenuto conto di quali sarebbero state le gravi conseguenze che un uso irrazionale ed indiscriminato delle stesse tecniche poteva produrre in quel meraviglioso organismo che è il terreno agrario e negli esseri che vivono e si nutrono dei suoi prodotti.