Per produrre energia ci vuole acqua, per fornire acqua serve energia. Di conseguenza, poiché il 90% dell’energia termica fa uso di acqua, aumentare la produzione di elettricità del 70% (come previsto per il 2035) significa aumentare i prelievi di acqua dolce del 20%. Tra acqua ed energia c’è però una grande differenza dal punto di vista di consumi e della fornitura: per la prima non ci sono alternative, per la seconda sì.

Si è corso il rischio di un clamoroso flop, viste le posizioni rigide di alcuni , vedi la Polonia che sul carbone, che rappresenta la sua primaria fonte d’energia, non intende discuterne o di alcuni altri Stati scettici rispetto al grido d’allarme degli scienziati. I lavori a causa di queste posizioni e incertezze si sono allungati oltre il previsto, infatti invece di venerdì 14 si sono conclusi il giorno dopo alle 22,20.

Alla riunione hanno partecipato Francesco (Coldiretti), Simona (Cgil), Massimiliano (Slowfood), Vittorio (SI rinnovabili NO nucleare), Andrea (Rete conoscenza), Camilla (Link), Maria (Marevivo), Maria (Legambiente), Giuseppe (Univerde), Filippo (Arci), Andrea (Focsiv), Rita (A Sud), Mariagrazia (WWF), Oliviero (Accademia Kronos), Santino (Uisp), Marirosa (Cospe), Samantha (Italian Climate Network), Ettore (RSU Almaviva).