Cari soci e lettori è un momento difficile per tutta l’umanità e in particolare per il nostro Paese, un evento epocale di cui probabilmente scriveranno in futuro i libri di storia. A causa di ciò anche noi ne accusiamo il colpo, infatti il premio internazionale "Io faccio la mia parte", previsto per settembre prossimo, forse dovrà essere spostato al prossimo anno. La stessa assemblea nazionale che si sarebbe dovuta tenere alla fine di questo mese a Roma ancora non sappiamo quando sarà possibile farla...

Come ho puntualizzato nell’articolo precedente, risulta importante accedere ai risultati recenti dei più importanti centri di ricerca virologica nazionale e mondiale, al fine di evidenziare possibili modificazioni del genoma virale del SARS-CoV-2, che possano in qualche modo farci capire meglio la natura e la cinetica di trasformazione di tale virus.

Da diverso tempo ho cominciato a chiedermi se la genetica sia in grado di influenzare la gravità dei sintomi delle persone colpite dal virus della CoViD-19; è un fatto che varianti genetiche possono modificare le possibilità di una persona di contrarre una malattia infettiva, ad esempio una mutazione del gene CCR5, che offre protezione contro l'HIV; analogamente alcune delle mutazioni legate al sistema HLA, determinano una diversa suscettibilità verso infezioni batteriche e virali.