Pur non avendo i nostri mezzi e le nostre conoscenze già nel IV secolo a.C. lo studioso e filosofo greco Aristotele aveva intuito che i cetacei, sebbene apparentemente molto simili ai pesci, fossero animali profondamente differenti da questi ultimi. Non a caso fu proprio lui (Aristotele) ad introdurre il termine cetaceo (dal greco kētos: balena o “mostro marino”) per identificare le creature acquatiche dotate di respirazione polmonare.

Da qualche tempo si discute sulla reale necessità, per noi uomini del XXI secolo, di mangiare grandi quantità di carne. Le proteine animali, infatti, sono viste da una fetta sempre crescente di popolazione come superflue e in parte dannose. Tuttavia, il consumo di carne ha avuto un ruolo cruciale nella nostra evoluzione determinando, tra le altre cose, le caratteristiche del nostro viso!

Le radici dell’albero genealogico del cavallo moderno affondano nel tempo, sino a giungere a circa 55 milioni di anni fa (inizio dell’Eocene). Alcuni scavi paleontologici del 1989 hanno riportato alla luce, nel Nord America, i resti di un animale, il sifrippo (gen. Sifrhippus), che rappresenta probabilmente l’antenato comune più antico della famiglia degli equidi (Equidae). Questa creatura era molto piccola, della grandezza di un gatto (o poco più) e dal peso compreso tra i 4 e i 7 kg.

Rilevo con piacere che il mondo della Scienza, della ricerca e delle professioni pone crescente attenzione ai problemi dell’etica, mentre purtroppo altri settori sono continuamente agitati da episodi, anche gravi, di mancanza di etica, di corruzione, di degrado morale.