Sulla commestibilità di Cantharellus cibarius Fr.: il "galletto" ed i suoi simili (altre specie di Cantharellus Adans. ex Fr.), sono funghi molto conosciuti ed apprezzati. Il loro profumo inconfondibile, che potremmo definire "fruttato", più o meno marcato a seconda delle specie e degli habitat, associato ad una indiscussa bellezza dei basidiomi e a particolari note organolettiche, stimola l’uomo verso il loro consumo alimentare e da sempre trovano largo impiego nelle tradizioni culinarie locali.

La capacità degli esseri viventi di scambiarsi vicendevolmente elementi e sostanze dà vita ad un ciclo ecologico che si svolgerà fino a quando l’energia del sole sarà disponibile, a condizione che non subentrino fattori di disturbo di intensità superiore alle capacità omeostatiche degli ecosistemi. Di recente, nella storia della vita sulla Terra, l’uomo è intervenuto modificando i cicli naturali della materia, manipolando artificialmente gli elementi chimici e disperdendo nell’ambiente sostanze sintetiche estranee alla vita ("xenobiotiche").

Per quanto riguarda gli aspetti strettamente patologici sia le ectomicorrize che le endomicorrize costituiscono una barriera fisica alla penetrazione di parassiti nell’apice radicale delle piante e modificano qualitativamente e quantitativamente i metaboliti vegetali emessi dalle rizosfere. Inoltre esse generalmente producono anche dei composti antibiotici che rappresentano una barriera tossica nei confronti di molti microrganismi del terreno.