Sono esattamente 500 anni dalla morte del genio dei geni, tutto italiano. Su di lui hanno scritto di tutto, ma poco o niente della sua passione verso la natura e le sue creature. L’articolo di Michele Mauri, apparso l’altro giorno sulla Rivista della Natura, sembrerebbe confermare ciò.

Ci sono delle cose che non sono di dominio pubblico e credo invece che dovrebbero esserlo, una, che potrà apparire ai più poco importante, è invece per me straordinaria e riguarda i rondoni. Sto parlando proprio di quelli uccelli neri a forma di falce che arrivano con le comuni rondini in primavera e riempiono con i loro acuti garriti i pomeriggi assolati dei vicoli di paese.