Più fa caldo, più gli oceani si riscaldano e maggiori sono le manifestazioni meteo estreme. Si sa, infatti, che le tempeste tropicali e i tifoni e gli uragani si innescano tra l’equatore e i tropici dove i mari sono più caldi. In effetti queste violente tempeste rappresentano una sorta di valvola di scarico per l’eccessivo calore della superficie degli oceani.

Giorno dopo giorno, ora dopo ora, abbiamo trascorso i primi due mesi invernali scrutando tra le più svariate proiezioni modellistiche alla ricerca della chiave di volta. Non fidandoci dei modelli deterministici, abbiamo scelto - sovente - di affidarci alle dinamiche atmosferiche. Dinamiche che son servite, giusto dirlo, ad inquadrare la prima irruzione artica. Ma son servite anche a suggerirci il ritorno a condizioni meteo climatiche assolutamente anomale.

L’allarme clima parte dal Polo Nord: la stratosfera sopra la calotta polare artica si starebbe riscaldando di ben 10-40° C. Lo riporta Il Giornale, secondo cui la temperatura attuale dello strato di atmosfera che sovrasta il Polo, normalmente compresa tra i 50 e gli 80 gradi sottozero, per la fine di gennaio sarebbe passata a soli 40 gradi sottozero!